Varie, 9 febbraio 2004
FUCCI
FUCCI Carlo Airola (Benevento) 14 dicembre 1957. Magistrato. Procuratore aggiunto a Santa Maria Capua Vetere, fu segretario dell’Anm dal 2001 al 2005. «[...] Epiche le battaglie contro i progetti di riforma della giustizia del Guardasigilli Castelli [...]» (’La Stampa”19/7/2010) • «Che ci sappia fare con i mass media, è sicuro. Lo dice la sua biografia di ”sindacalista” delle toghe. Comincia subito con un exploit, nel 1999. Semplice pm nella procura di Santa Maria Capua Vetere, vicino Napoli, ma presidente provinciale dell’Anm, Fucci convinse i colleghi a una colletta per comprare una pagina di pubblicità sul quotidiano ”Il Mattino”. Gli serviva, lo spazio, per denunciare che il suo tribunale, quello di Santa Maria Capua Vetere, era ”sul punto di annegare”. Di scartoffie, s’intende. Centinaia di migliaia di procedimenti penali e civili. ”Una mole di lavoro che non ha eguali in Europa” a fronte di ”un organico che è insignificante”. E insomma non ci si doveva sorprendere se ”i criminali vengono scarcerati”. Era il 4 novembre 1999. [...] Di comprarsi una pagina di giornale nessuno tra i giudici ci aveva mai pensato. E Fucci fece notizia. Eccome, se la fece. Il giorno dopo, poi, dato che dal Quirinale gli era stata inviata una lettera, in data 30 ottobre, e a firma del segretario generale della Presidenza, lui subito la rese pubblica. Annunciando ”l’impossibilità” per Carlo Azeglio Ciampi d’essere presente a una Giornata per la giustizia, che si sarebbe tenuta appunto a Santa Maria Capua Vetere, c’era però il ”plauso per l’impegno e l’abnegazione del personale tutto”. E rifece notizia. Fucci aderisce alla corrente di Unicost, quella di maggioranza tra i magistrati, la più ”moderata”. Lui però è un movimentista. Uno a cui piace parlare chiaro. Da alcuni anni è sempre al vertice dell’Anm: una volta è vicepresidente, un’altra segretario. In questa veste, ingaggia polemiche spesso e volentieri. Il procuratore capo di Napoli, Agostino Cordova, ad esempio, esternò sul caso dei poliziotti arrestati per gli scontri con i no-global, prendendo le distanze da alcuni sostituti procuratori. Fucci lo bacchettò di brutto: ”Quando le problematiche si portano all’esterno, è sicuro che ci saranno senz’altro strumentalizzazioni”. Il ministro Castelli, dopo poco, inviò gli ispettori a Napoli, sempre per lo stesso caso. Lui: ” inopportuna. Per i tempi può apparire come uno schierarsi a favore di Cordova”. Scoppiò nel 2002 una polemica tra i magistrati di Potenza che indagavano su presunte tangenti e Francesco Cossiga. Fucci scese in campo a loro difesa: ”Manifesto sconcerto per parole e giudizi da valutare negativamente senza riserve”. L’ex Presidente della Repubblica rispose per le rime: ”Tanto meglio, se è sconcertato”. Cesare Previti avanzò una richiesta provocatoria; voleva l’elenco dei giudici iscritti alla corrente di Magistratura democratica individuandoli come suoi nemici personali. Edmondo Bruti Liberati, il presidente dell’Anm, che peraltro è leader di quella corrente, si astenne dal commentare. Fucci invece si buttò: ”Inconcepibile”. un interventista. Il governo presenta un ddl sulla legittima difesa? ”Si rischia di incoraggiare i pistoleri”. Non si raggiunge l’accordo in sede europea sulle norme antirazzismo? ”Non voglio fare polemiche, ma...”. Con il ministro Guardasigilli, poi, sono fatti per non intendersi. Castelli pensa da ingegnere. E da ingegnere propose aumenti di stipendio legati alla produttività. Fucci s’indignò: ”Non produciamo scatolette”» (fra. gri, ”La Stampa” 9/2/2004).