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 2004  febbraio 08 Domenica calendario

Sordillo Federico

• Nato a Dentecane (Avellino) il 30 gennaio 1927, morto a Milano il 7 febbraio 2004. Avvocato, nel 1964 divenne dirigente del Milan, dal giugno ´71 per un anno e mezzo ne fu anche presidente. Dal ´72 in Figc come consigliere, nel ´76 diventò presidente del Settore Tecnico. Nel 1980 fu eletto presidente della Federcalcio prendendo il posto di Artemio Franchi, storico dirigente di calcio. Rimase al vertice fino al 1986. "Il presidente della Federcalcio azzurra durante l´avventura del Mondiale di Spagna vinto nel 1982 [...] Accompagnato da un humour sottile, guidato da una innata propensione a mediare e trovare sempre una soluzione non traumatica, che nasceva dalla lunga e prestigiosa attività forense che lo vide impegnato in una serie eccellente di casi e con personaggi da prima pagina - basti ricordare tra i suoi clienti Lutring, Sindona, oppure Liggio - Federico Sordillo fu chiamato a prendere in mano le sorti del calcio italiano in un momento difficilissimo, all´indomani del primo scandalo scommesse. Entrò in via Allegri nell´agosto del 1980, lo attendeva il compito di ridare credibilità a tutto l´ambiente del pallone italiano. Divenne il motore di una rinascita che portò ai trionfi spagnoli, con la conquista del terzo titolo mondiale, epilogo di una avventura che fu segnata dal famoso ”silenzio stampa”, con Bearzot e la squadra che si isolarono con una scelta clamorosa. ”Quella fu una vera grande avventura - ricorda ora Dino Zoff, il capitano di quella nazionale che alzò nella notte di Madrid la Coppa più importante, e colui che fece da portavoce tra squadra e resto del mondo - e Sordillo era uno dei nostri compagni. Fu un po´ presidente e un po´ papà". [...] Un dirigente capace di un legame paterno ma non solo, fu anche dirigente, severo e illuminato, e Zoff ha ricordato gli scontri quando si trattava di discutere di premi. ”Spesso è stato la nostra controparte, non mancarono momenti di contrasto, ma sempre prevaleva il rispetto. Ricordo quando decidemmo il silenzio stampa, lui cercò di mediare, era la sua natura”. Avvocato penalista di grande valore [...] era entrato nel mondo del calcio nel 1963, spinto dal suo amore per il Milan. Lo aveva chiamato Felice Riva, allora presidente del club rossonero di cui era Sordillo difensore di fiducia. E fu lui a sollecitare l´esilio di Riva in Libano, reggendo la società come presidente prima e favorendo poi l´arrivo di Luigi Carraro e del figlio Franco, l´uomo che gli succedette nel 1986, quando Sordillo fu costretto la lasciare la guida della Federcalcio di nuovo nella bufera: la nazionale era uscita con le ossa rotte dal mondiale in Messico, e il calcio faceva i conti con esigenze, mutamenti che annunciavano problematiche attualissime”" (Gianni Piva, ”la Repubblica’ 8/2/2004).