Varie, 8 febbraio 2004
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Cambiasso Esteban
• Buenos Aires (Argentina) 18 agosto 1980. Calciatore. Dal 2004/2005 all’Inter, ha vinto la Champions League 2010, gli scudetti 2006, 2007, 2008, 2009, 2010 (il primo a tavolino), le coppe Italia 2005, 2006, 2010 ecc. Centrocampista centrale, nel giro della nazionale, è cresciuto nell’Argentinos Juniors. Nel ”96 il Real Madrid lo tessera al termine di una lunga contesa (con verdetto Fifa) con il club argentino. Esaurita l’esperienza nel Real B Cambiasso nel ”98 viene prestato all’Independiente e nel 2001 c’è il passaggio al River. Nel 2002 torna al Real • «La sua storia calcistica comincia quando nel ”96 si mette in luce al Mondiale under 17 con l’Argentina. A quei tempi gioca nell’Argentinos Juniors e il Real lo strappa con una pratica ardita. Cambiasso, infatti, non ha ancora un contratto da professionista e il club di Lorenzo Sanz lo prende a parametro zero. Ne nasce una contesa internazionale che porta ad un giudizio Fifa che fa giurisprudenza. Comunque sia la volontà del giocatore viene esaudita. Ma non è facile trovare spazio: la nostalgia pesa. Così nel ”98 il Real lo rimanda in patria con il prestito all’Independiente e nel 2001 il successivo passaggio al River Plate: il bilancio è eccellente, vince due titoli nazionali e soprattutto acquisisce un’esperienza e una personalità che gli valgono la chiamata alla casa madre. E con Del Bosque Cambiasso trova anche spazio. Poi, però, la difficoltà di dialogo per il rinnovo contrattuale lo emarginano di nuovo. Ma le sue qualità non si discutono» (c. lau, ”La Gazzetta dello Sport” 7/2/2004). «Bambino prodigio, ha giocato con tre generazioni dell’Argentina Under 20 (una volta campione del mondo e due volte campione del Sudamerica) [...] ”in mezzo so ricoprire un po’ tutti i ruoli. Per sei mesi, nel campionato argentino di Apertura, con il River Plate giocai trequartista, a ridosso di due punte: segnai 9 o 10 gol, non ricordo (compreso il Clausura, alla fine furono 12 reti in 37 partite, n.d.r.). Non c’è stato un momento preciso in cui ho cambiato ruolo. Gioco dove mi mette il mister e sono abituato ad adattarmi alle caratteristiche del mio compagno di reparto, proprio come è avvenuto giovedì con Veron. Lui ama agire un po’ più avanti e quindi io ho assunto una posizione più coperta. Non ho un ruolo preferito. Ripeto, in mezzo so fare un po’ tutto, meglio se posizionato nel centro- sinistra. Poi, è normale, a tutti piace giocare più vicino alla porta avversaria”. E di gol in patria ne ha fatti abbastanza. In tre stagioni di Independiente e una di River ha messo a segno 26 gol in campionato. Un «"vizietto”, però, perso a Madrid: a secco in due stagioni tra Liga e Champions League. Ma in Spagna il suo compito è sempre stato quello di coprire le spalle alle numerose ed enormi individualità del Real. ”E’ stata una bella esperienza, una città magnifica e un club di grande prestigio, dove contava solo vincere e le pressioni erano importanti”. Protagonista il primo anno (2002-2003)» ("La Gazzetta dello Sport” 17/4/2004).