Vito Tartamella, Macchina del Tempo, novembre 2003 (n.11), 7 febbraio 2004
Nell’universo c’è una nota costante, un sibemolle. Ed è emessa da un buco nero. Lo ha scoperto l’équipe di Andrew Fabian, dell’istituto di astronomia di Cambridge, utilizzando l’osservatorio a raggi X Chandra
Nell’universo c’è una nota costante, un sibemolle. Ed è emessa da un buco nero. Lo ha scoperto l’équipe di Andrew Fabian, dell’istituto di astronomia di Cambridge, utilizzando l’osservatorio a raggi X Chandra. Ma questo suono non ha nulla a che vedere con le armonie celesti immaginate da Pitagora e Dante: è una nota bassissima e inudibile dall’uomo (un milione di miliardi più profonda dei limiti udibili, ovvero 57 ottave sotto il do centrale del pianoforte). L’onda sonora è causata da esplosioni che circondano un buco nero supermassivo nel cluster Perseo, un ammasso di stelle a 250 milioni di anni-luce dalla Terra. Secondo gli scienziati, queste onde sonore trasportano tanta energia da impedire la formazione di nuove stelle in quella regione del cosmo.