Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2004  febbraio 07 Sabato calendario

La scoperta della fotocopiatrice si deve al genio del fisico americano Chester Carlson (1906-1968, nella foto) che nel 1938 mise a punto un congegno in grado di riprodurre fedelmente qualsiasi immagine

La scoperta della fotocopiatrice si deve al genio del fisico americano Chester Carlson (1906-1968, nella foto) che nel 1938 mise a punto un congegno in grado di riprodurre fedelmente qualsiasi immagine. Carlson lavorava nell’ufficio brevetti di una ditta di New York e il suo compito consisteva nel riprodurre a mano i fogli con i disegni dei brevetti, per farne copie da archiviare. Spinto dalla necessità (Carlson era affetto da miopia e da artrite alle mani), il fisico cominciò a pensare a un sistema automatico per ottenere le copie dei documenti. Licenziatosi, nel 1934 iniziò a lavorare nella cucina di casa finché la moglie, esausta, lo cacciò via. Trasferitosi ad Astoria, nel retrobottega del salone di bellezza della suocera, Carlson iniziò a fare esperimenti con lo zolfo, una sostanza isolante che diventa conduttrice se esposta alla luce. Il 22 ottobre 1938 il sogno di Carlson divenne realtà. Dopo aver rivestito di zolfo una lastra di zinco, Carlson vi poggiò sopra un foglio di carta con la scritta ”Astoria 22-10-1938” ed espose il tutto alla luce per pochi secondi. Dopo aver ricoperto la lastra di polvere nera (il toner) si accorse che questa si depositava, per attrazione elettrostatica, solo nei punti illuminati, ottenendo quindi un’immagine in negativo dello scritto. Poi fece aderire un foglio di carta cerata alla lastra e lo riscaldò: raffreddandosi la cera si solidificò solo nei punti in cui aderiva alla polvere. Bastò togliere il foglio di cera per avere sulla carta l’esatta copia dello scritto originale. Era nata la prima fotocopia e il nuovo processo di copia fu chiamato xerografia (dal greco xeros che significa a secco). Ma Carlson non disponeva di mezzi finanziari propri: solo nel 1944 l’istituto Battelle decise di sovvenzionare l’inventore della fotocopiatrice. Nel 1947, l’istituto si rifece delle spese cedendo il brevetto a una piccola società di Rochester: la Xerox.