Severino Colombo, Macchina del Tempo, novembre 2003 (n.11), 7 febbraio 2004
Fotocamere digitali. Sono loro il ”giocattolo” tecnologico destinato a cambiare il mondo delle immagini
Fotocamere digitali. Sono loro il ”giocattolo” tecnologico destinato a cambiare il mondo delle immagini. Se ancora non ve ne siete accorti, sappiate che la rivoluzione è già cominciata. La prima macchina fotografica a utilizzare un supporto magnetico al posto della pellicola è la Mavica, della Sony, entrata in commercio nel 1981. Ma è soltanto dalla metà degli anni Novanta che la fotocamera digitale ha conosciuto una larga diffusione, fino a diventare oggi un oggetto - aumentata la facilità d’uso e diminuiti i prezzi - alla portata di tutti. Tanto che in Italia «le vendite sono raddoppiate rispetto al 2002» dice Edgar Klein Obbink, amministratore delegato di Kodak Italia. «Siamo a un milione e mezzo di fotocamere digitali, nella fascia amatoriale, che è quella maggiormente richiesta. Per fine anno la penetrazione del prodotto nelle famiglie italiane sarà al 10% ed entro il 2005 si arriverà al doppio». Con la digitale la sensazione è di avere maggiore libertà, se si sbaglia uno scatto, basta un attimo per cancellarlo: chi passa da una macchina a pellicola a una digitale scatta in media il triplo di foto in più. Come funziona una digitale? Dimenticate termini ”antiquati” come rullino e pellicola, qui si ragiona in termini di pixel, microchip e fotodiodi. Immaginate un foglio di carta millimetrata, dove ogni quadratino corrisponde a un pixel, maggiore è il loro numero e migliore è la risoluzione dell’immagine. La risoluzione è fondamentale per il risultato che si vuole ottenere. facile intuire la differenza tra i 300.000 pixel (640x480) di risoluzione dei primi modelli di fotocamera digitale e gli oltre 13 megapixel, ovvero 13 milioni (4500 x3000), di quella che è al momento la fotocamera più potente al mondo, la Kodak Dcs Pro14n (nella foto, prezzo: 6.000 euro), che ha un uso professionale. Una soglia oltre la quale è difficile e forse inutile andare: in futuro conteranno soprattutto i prezzi - oggi per una macchina amatoriale si spendono tra 180 e 400 euro - e la semplicità d’uso. Un altro aspetto interessante per il futuro è il rapporto con la telefonia. Coi cellulari si potranno scattare foto con una risoluzione sempre migliore: oggi non si va oltre i 300k, ma già nel 2004 si dovrebbe arrivare a un mega. Resta il fatto che per divertirsi basta una macchina da 2-3 megapixel, più che sufficiente per ottime stampe di piccolo formato, per intenderci, i 15x10 centimetri della classica fotografia. Ma cosa ne pensano i fotografi professionisti? Un mago dell’obbiettivo come Massimo Sestini la promuove a pieni voti: «Mi ha cambiato la vita e mi ha permesso di crescere. uno strumento straordinario che garantisce una maggiore creatività rispetto alla pellicola. Prima quando sviluppavi la pellicola i giochi erano fatti, ora con la fotocamera digitale vedi subito i risultati e il materiale è immediatamente archiviabile e inviabile». A questo punto quale scegliere? Per un uso vacanziero meglio puntare su quelle dotate di zoom ottico e batterie ricaricabili di formato standard. Un gradino più su ci sono le reflex digitali con memoria temporanea per scatti in successione e senza ritardo. Sono macchine che permettono di montare obbiettivi diversi a seconda delle situazioni e di vedere esattamente nel mirino ciò che si vuole fotografare. Per i professionisti vi sono i dorsi digitali, che arrivano fino a 200 mega: applicati a normali macchine fotografiche permettono di trasformare le immagini in pixel con un’efficacia inarrivabile. Un po’ come i loro prezzi. Severino Colombo