Macchina del Tempo, novembre 2003 (n.11), 7 febbraio 2004
Siamo abituati a pensare che un’astronave debba portarsi dietro la sua fonte di energia, di qualsiasi tipo si tratti
Siamo abituati a pensare che un’astronave debba portarsi dietro la sua fonte di energia, di qualsiasi tipo si tratti. E se invece potessimo fornirla dall’esterno? L’energia ”trasmessa” (beamed energy) si basa sulla possibilità di dirigere un raggio laser o un fascio di microonde potentissimo verso un veicolo spaziale. A quel punto l’astronave può avere una vela (come le vele solari) che raccoglie il raggio ricevendone una spinta; oppure il veicolo spaziale può avere un grosso disco sul quale è stata spalmata una sostanza che, scaldata dal raggio laser, esplode espandendosi all’indietro e fornendo una spinta. Qualcuno ipotizza di installare proiettori laser su vari asteroidi e pianeti del Sistema solare. In questo modo potrebbero spingere le varie astronavi in transito. Nel 2000 con questa tecnica un microveicolo fu sollevato a 100 m d’altezza.