Macchina del Tempo, novembre 2003 (n.11), 7 febbraio 2004
Lo Shuttle è condannato a volare ancora, su questo non ci sono dubbi. I nuovi moduli per assemblare la Stazione spaziale internazionale sono già pronti, e li può trasportare solo la navetta americana
Lo Shuttle è condannato a volare ancora, su questo non ci sono dubbi. I nuovi moduli per assemblare la Stazione spaziale internazionale sono già pronti, e li può trasportare solo la navetta americana. Ma la data del ritorno al volo non è stata annunciata. Potrebbe essere nella prima metà del 2004, se l’ente spaziale americano riuscirà ad attuare le raccomandazioni della Commissione istituita dopo il disastro del primo febbraio scorso, a cominciare dalla possibilità per gli astronauti di riparare eventuali danni alle piastrelle che lo difendono dal calore del rientro. Ma, tra dubbi e finanziamenti scarsi, la conquista dello spazio non si ferma. L’astronauta russo Alexey Leonov intitolò così un quadro dipinto nello spazio: «Le stelle ci stanno aspettando». Per quanto tempo ancora? La questione centrale è la propulsione, ovvero i motori dei veicoli spaziali del futuro. Il primo problema è partire dalla Terra per arrivare in orbita attorno al nostro pianeta. Per questa fase c’è bisogno di grande energia in pochi minuti, un’enorme spinta per risalire il ”pozzo di gravità” terrestre e vincere la resistenza dell’aria. è qui che si gioca la partita degli eredi dello Shuttle. Poi c’è il viaggio spaziale vero e proprio che, dall’orbita terrestre, porta verso altri pianeti. Mentre nel primo caso le scelte a disposizione sono poche, e tutte basate su motori a combustibile chimico (gli unici capaci di fornire la massiccia spinta necessaria), nel secondo i piani sono molti e molto diversi tra loro. E le stelle? Se l’umanità vorrà esplorare la galassia, il limite della velocità della luce rimane un muro invalicabile. Forse si potrà lanciare qualche sonda verso le stelle più vicine, ma per l’esplorazione vera, con esseri umani, bisognerà inventare qualcosa di completamente nuovo, al di là delle leggi fisiche conosciute. Un sogno? Si vedrà.