Nicola Nosegno, Macchina del Tempo, novembre 2003 (n.11), 7 febbraio 2004
Le grandi epidemie sono anche catastrofi economiche per i Paesi che ne sono colpiti. Nella migliore delle ipotesi, i costi sono quelli di giornate di lavoro perse, cure mediche e ricoveri in ospedale
Le grandi epidemie sono anche catastrofi economiche per i Paesi che ne sono colpiti. Nella migliore delle ipotesi, i costi sono quelli di giornate di lavoro perse, cure mediche e ricoveri in ospedale. quello che accade ogni anno con l’influenza, che in un Paese come l’Italia ha un costo diretto (cioè in termini di cure mediche) per la collettività di circa 50 euro per caso. In una annata ”tipica”, con circa 10 milioni di casi, questo significa 500 milioni di euro, a cui vanno aggiunte almeno 7 milioni di giornate di lavoro perse, per un costo complessivo che si aggira intorno al miliardo e 400 milioni di euro. La Sars, nonostante la brevità dell’epidemia, ha avuto costi considerevoli, stimati tra i 10 e i 30 miliardi di dollari. Ma ben altri costi avrebbe una grande pandemia influenzale come la ”Spagnola”. Uno studio americano del Center for Disease Control and Prevention ha stimato che negli Usa un virus influenzale di quel tipo potrebbe causare dalle 89.000 alle 207.000 morti e fino a 734.000 ricoveri, con un costo complessivo tra i 71 e i 166 miliardi di dollari solo in quel Paese. L’impatto più disastroso, in questo momento, è comunque quello che l’Hiv/Aids ha sul continente africano. La malattia colpisce proprio i settori più economicamente attivi della popolazione, uomini e donne giovani. Il risultato è che milioni di famiglie sono private di fonti di sostentamento, le già scarse risorse economiche sono impiegate per assistere i malati e il denaro a disposizione per l’alimentazione e l’educazione dei bambini scende ulteriormente. In molti Paesi africani, come Uganda, Tanzania e Zimbabwe, è proprio l’Aids a rendere impossibile una crescita economica. Secondo stime della Banca Mondiale, il tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo dei Paesi colpiti dall’Aids è la metà di quanto sarebbe senza la malattia.