Marco Basileo , Macchina del Tempo, novembre 2003 (n.11), 7 febbraio 2004
Onorevole Ignazio La Russa, i politici sono davvero i più bugiardi? «Non credo che la nostra sia più mendace di altre categorie
Onorevole Ignazio La Russa, i politici sono davvero i più bugiardi? «Non credo che la nostra sia più mendace di altre categorie. vero: a volte, forse per un eccesso di ottimismo, promet-tiamo cose che, all’atto pratico, non è facile mandare in porto con i tempi della politica. Ma, in molti casi, non si può parlare di malafede». C’è una situazione in cui è lecito dire bugie? «Ci sono delle situazioni in cui la bugia assolve a un piccolo ruolo sociale, perché talvolta, nelle relazioni interpersonali, mentire è meno doloroso che affermare una verità scomoda. Sono le cosiddette bugie a fin di bene. Quanto alla politica, l’esperienza mi ha insegnato che sincerità e coerenza pagano di più». Qual è la bugia storica più grande? «Ce ne sono tantissime. Prendiamo Nerone: ci hanno fatto credere che bruciò Roma perché era matto. Abbiamo poi scoperto che aveva dato alle fiamme l’Urbe per ricostruirla più bella. E, senza risalire alla notte dei tempi, c’è il massacro di migliaia di ufficiali polacchi alle fosse di Katim alla fine della seconda guerra mondiale, che fu attribuito ai nazisti, ma solo dopo si è scoperto che il responsabile era Stalin, che voleva eliminare tutta la classe dirigente della Polonia». La sua più grossa bugia? «Io non mento mai!». Le sta crescendo il naso. «Beh, se è vero che i politici sono tutti bugiardi, allora per capire il senso di questa intervista bisogna leggerla e interpretarla al contrario!». Marco Basileo