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 2004  febbraio 07 Sabato calendario

Le terapie per l’ansia possono essere tante e vanno valutate insieme con un medico specialista. Eccone una breve rassegna: • Farmacologica: qualsiasi terapia farmacologica si fonda innanzi tutto sulla diagnosi e occorre perciò individuare il tipo d’ansia e gli eventuali sottotipi, perché molti disturbi appartenenti a questa categoria possono essere associati tra loro o ad altre evidenze psicosomatiche

Le terapie per l’ansia possono essere tante e vanno valutate insieme con un medico specialista. Eccone una breve rassegna: • Farmacologica: qualsiasi terapia farmacologica si fonda innanzi tutto sulla diagnosi e occorre perciò individuare il tipo d’ansia e gli eventuali sottotipi, perché molti disturbi appartenenti a questa categoria possono essere associati tra loro o ad altre evidenze psicosomatiche. Si va dal trattamento dell’ansia generalizzata, fino all’intervento topico sugli attacchi di panico con benzodiazepine e ansiolitici ad alto dosaggio come Tavor, Valium, Lexotan. Per tutte le diagnosi intermedie risulta vincente l’abbinamento di una psicoterapia all’eventuale uso di farmaci. Schematicamente possono essere definiti efficaci gli antidepressivi, non i tranquillanti, che danno oltre tutto forte assuefazione. «L’abuso di ansiolitici di una volta», osserva Giovanni Cassano, dell’Università di Pisa, «oggi si è trasformato in un abuso di Prozac e simili, prescritti dai medici di base. Attenzione agli effetti collaterali come un’iniziale accentuazione dell’ansia, disfunzioni sessuali e aumento del peso corporeo». • Psicoterapie: «Quelle di tipo cognitivo-comportamentale sono considerate le più efficaci e possono assicurare notevoli progressi, almeno nei sintomi, nel giro di un anno» dichiara Pierluigi Morosini, dirigente del settore di igiene mentale presso l’Istituto superiore di sanità. Esponendo gradualmente le persone alle situazioni temute, abituandole a resistere alle loro paure, è possibile spiegare loro quali sono i ragionamenti sbagliati, i modi di vedere a rischio. Nell’arco di uno-tre anni anche: terapia transazionale, Gestalt e programmazione neurolinguistica. • Ipnosi: «Intervenire sui disturbi d’ansia attraverso l’ipnosi è un metodo efficace, ma non più di una psicoterapia convenzionale. Potremmo dire che un intervento adeguato si struttura all’incirca in venticinque sedute distribuite nell’arco di un anno» riconosce Gianni Fortunato, direttore dell’Istituto Italiano di programmazione neurolinguistica e ipnologo. «I limiti di questo metodo si incontrano con i pazienti ossessivo-compulsivi, perché non è facile farli rilassare e metterli in stato di trance. Viceversa i risultati più eclatanti si ottengono con i disturbi da stress post-traumatico: se il trauma è noto, l’ipnosi agisce sulla desensibilizzazione dell’evento negativo e ottiene un risultato positivo in sei-otto mesi».