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 2004  febbraio 07 Sabato calendario

PASADENA

Dopo 14 anni di viaggio spaziale, la sonda Galileo è sparita per sempre. Si è disintegrata domenica 21 settembre alle 20.57 (ora italiana), pochi minuti dopo essere entrata in contatto con l’atmosfera di Giove alla velocità di 173.770 chilometri orari. Come ultime volontà dallo spazio interstellare, gli ultimi segnali sono arrivati sulla Terra 52 minuti dopo il suicidio. La missione della sonda, costata 1,4 miliardi di dollari, è terminata così. E pensare che, per lunghissimo tempo, Galileo non ha perso un colpo: lanciata nel 1989 con lo shuttle Atlantis, la sonda ha compiuto un viaggio di quasi 5 miliardi di chilometri, uscendo indenne dagli scontri con i numerosi asteroidi che ha incontrato sul suo cammino. L’ingresso nell’orbita di Giove è avvenuto nel 1995: grazie a lei, abbiamo scoperto la natura gassosa del pianeta gigante. In seguito, la sonda ha orbitato per 35 volte attorno al pianeta e ha esplorato 34 volte le lune di Giove: Io, Ganimede, Callisto ed Europa. Galileo ci ha mostrato i vulcani di Io, i ghiacciai di Ganimede e Callisto e gli oceani ghiacciati di Europa. La distruzione di Galileo è stata decisa proprio per salvare Europa, che ha dimensioni simili a quelle della nostra Luna e che sembra un buon posto per lo sviluppo di forme di vita. Secondo le rilevazioni di Galileo, infatti, sotto i ghiacci che ricoprono Europa potrebbero esserci oceani mantenuti allo stato liquido dal calore generato dalle forze di marea. Se così fosse, Europa sarebbe l’unico posto del sistema solare, Terra esclusa, contenente quantità significative di acqua liquida. L’impatto contro Europa avrebbe portato batteri terrestri sul satellite, pregiudicandone il futuro e la possibilità di alimentare la vita. Un rischio che gli scienziati non hanno voluto correre, preferendo l’impatto contro Giove. Resta l’addio a Galileo, il più grande fotografo di Giove, morto per il bene di Europa.
www.jpl.nasa.gov