Macchina del Tempo, novembre 2003 (n.11), 7 febbraio 2004
BOSTON
Chi ha cercato di replicare in laboratorio le caratteristiche della seta ha sempre fallito. Un mistero al quale David Kaplan, direttore del dipartimento d’ingegneria biomedica della Tufts University di Boston, ha dedicato tutta la vita. Ora i suoi sforzi sono stati ripagati: la sua équipe ha scoperto perché la seta è la fibra più forte che si conosca ed è riuscita a realizzare un tessuto artificiale del tutto simile. La pellicola realizzata da Kaplan e dal suo allievo Hyoung-Joon Jin ha potenzialità di utilizzo molto limitate, ma la scoperta potrebbe condurre alla realizzazione di materiali leggeri e resistenti. Il segreto è nel modo in cui i bachi riescono a controllare la solubilità, la concentrazione e la struttura delle proteine delle ghiandole che filano la seta. Le proteine sono disposte in strati gelatinosi: in questo stato cristallizzano meno velocemente e la seta resta resistente, elastica e a prova d’acqua. Come la pellicola di Kaplan.