Macchina del Tempo, novembre 2003 (n.11), 7 febbraio 2004
washington - Un osso mandibolare trovato lo scorso anno in una grotta della Romania è stato recentemente datato, col metodo del radiocarbonio, tra i 34
washington - Un osso mandibolare trovato lo scorso anno in una grotta della Romania è stato recentemente datato, col metodo del radiocarbonio, tra i 34.000 e i 36.000 anni, risultando quindi essere il più antico reperto di uomo moderno fino ad ora trovato in Europa. La notizia è stata pubblicata sulla rivista ”Pnas” (Proceedings of the National Academy of Science) da Erik Trinkaus, docente di antropologia alla Washington University di Saint Lous, nel Missouri (Usa), e costituisce una conferma del fatto che Homo sapiens (l’uomo moderno) e Homo neandertalensis (estintosi circa 30.000 anni fa) hanno convissuto per un certo periodo nel nostro continente. Ma c’è di più: le analisi morfologiche compiute sulla mandibola da Trinkaus, che è anche autore di numerosi saggi sull’uomo di Neandertal, rivelano che sebbene questa assomigli molto ai più antichi reperti di Homo sapiens trovati in Africa e Medio Oriente, presenta anche delle differenze significative. La grandezza dei denti, ad esempio, indica un possibile legame con l’uomo di Neandertal, avvalorando l’ipotesi sostenuta da alcuni studiosi, tra i quali lo stesso Trinkaus, che vi siano stati scambi genetici, se non diretti rapporti di parentela, tra le due specie di Homo. Il precedente ritrovamento di un possibile ibrido tra Homo sapiens e neandertalensis risale al 1999. Si tratta dello scheletro di un bambino di 4 anni con tratti misti, rinvenuto in una valle a Nord di Lisbona da Joao Zilhao, direttore dell’Istituto Portoghese di Archeologia. Il professor Trinkaus sostenne che lo scheletro di 24.500 anni fa costituiva una prova certa di una discendenza comune tra sapiens e neandertalensis, ma secondo altri colleghi potrebbe solo trattarsi di un uomo di Neandertal non ancora sviluppato, data la giovane età del soggetto. I nuovi reperti, appartenenti a un adulto, riaprono il dibattito.