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 2004  febbraio 05 Giovedì calendario

Verde Dino

• Napoli 13 luglio 1922, Roma 1 febbraio 2004 • «Padre del varietà italiano [...] era autore (popolare la coppia con Antonio Amurri), sceneggiatore, scrittore, paroliere di molte canzoni che sono rimaste nella memoria collettiva della musica popolare (tra le altre Dadaumpa, Sabato notte, Una zebra a pois, e per due volte fu vincitore del Festival di Sanremo: con Piove, interpretata da Domenico Modugno nel ´59 e, l´anno successivo, con Romantica di Renato Rascel) ma il pubblico lo ricorda soprattutto per la sua straordinaria carriera televisiva. Verde fu autore di eventi televisivi come Giardini d´inverno, il varietà Studio Uno, Il paroliere questo sconosciuto, Doppia coppia, Bambole non c´è una lira, diretto da Antonello Falqui. Firmò la storica edizione di Canzonissima del 1959 condotta dal trio Scala, Panelli e Manfredi, quella del ´69, con Terzoli e Vaime, condotta da Vianello, Dorelli, Alice ed Helen Kessler, poi in coppia con Marcello Marchesi della Canzonissima del 1972 con Baudo e Loretta Goggi. Scrisse per i protagonisti del teatro leggero italiano (Nino Taranto, Macario, Wanda Osiris, la coppia Riccardo Billi-Mario Riva) e per il cinema fu sceneggiatore di tanti film di successo fra i quali Il vedovo di Dino Risi con Alberto Sordi, Il corazziere di Camillo Mastrocinque, Ma che musica maestro di Mariano Laurenti» (fl. b., ”la Repubblica” 2/2/2004). «Giovanissimo, lavorò al Marc’Aurelio, negli anni di Fellini, iniziando poi a scrivere sketch per la radio. Ci rimase ben 17 anni lanciando il tormentone ”però la vita è bella”, specializzandosi nella parodia delle canzoni, riprese poi col Quartetto Cetra in numeri televisivi ormai di culto. Lavorava in coppia col fedele Amurri, ma anche con Marchesi, Falqui, Brancacci, Fiorentini, Faele, Puntoni, Rovi, Mangini e da ultimo col figlio Gustavo. Tra gli altri artisti suoi complici di classe il bravo Elio Pandolfi, e poi Agus, la Steni, Cajafa, la Como e, nel ’ 65, il lancio del ”deb” Pippo Baudo, in travestimenti e satira. Scrisse la fantasatira di ”Hanno rapito il presidente”, sottinteso del Consiglio, in anticipo sulla realtà e sul Fanfani di Fo. Verde lavorava sempre, soprattutto chiacchierando con gli amici, leggendo i giornali e osservando la gente, come nella tradizione della commedia all’italiana. Nei 50 firmò le riviste per i comici più popolari, quelli che non erano passati alle commedie musicali di Garinei e Giovannini. Copioni di facile consumo borghese, con doppi sensi, facile buon senso e frecciate per tutti. I titoli: Pericolo rosa per Macario, Il terrone corre sul filo e B come Babele per Taranto, Siamo tutti dottori e Gli italiani sono fatti così per Billi e Riva con Manfredi e Ferrari, Billi e pupe per Billi e i Cetra, l’anti modernista e nostalgico Yo Yo Ye ye con la strana coppia Dapporto-Fabrizi. E Festival per Wanda Osiris, con vestiti da 600.000 lire di allora, in collaborazione con Age, Scarpelli e Vergani e la snobistica supervisione di Luchino Visconti: fu flop. Era amante dei superlativi, Verde. Alla radio il varietà si chiamava Urgentissimo e negli anni scorsi tornò, fuori tempo massimo, a uno Scanzonatissimo in teatro col comico Rivieccio. Il suo lungo lavoro in tv – nel ’ 55 già firmava il bizzarro e satirico Telecipide – è stato di classe, nel periodo in cui il varietà del sabato offriva davvero il meglio: Studio Uno, Giardino d’inverno, le Canzonissime leggendarie di Scala-Panelli-Manfredi e di Baudo-Goggi, gli show di Talegalli. Le sue radici erano nell’ avanspettacolo nelle passerelle, le soubrettes in due pezzi e i couplet, repertorio che non aveva mai abbandonato: vedi Che brutta èpoque con la Steni e Pandolfi, Arcobaleno, amarcord scritto per Banfi nel ’ 93 e Bentornato avanspettacolo che recitava a Roma, così come per la tv aveva scritto con Costanzo una bella storia del teatro leggero, Bambole, non c’è una lira. Unica pecca il cinema, che era orientato diversamente da Verde: comunque il nostro scrisse sceneggiature ad hoc per Rascel Corazziere, Franchi e Ingrassia toreri, Noi duri con Buscaglione, film musicarelli e partecipò con Dino Risi a Il vedovo con Sordi e la Valeri» (Maurizio Porro, ”Corriere della Sera” 2/2/2004).