5 febbraio 2004
Tags : Francis. Joyon
Joyon Francis
• Nato a Quimper Deux (Francia) il 27 aprile 1959. Velista. «’Speedy Joyon" così lo chiamano i suoi francesi che ormai lo hanno ascritto tra i leggendari delle sfide di tutti i tempi. [...] La polverizzazione del record di per sé già impervio, quello del Trofeo Jules Verne, il giro del mondo a vela in solitario, senza scalo compiuto in meno di 80 giorni - la Francia ha ribattezzato Francis Joyon, il Phileas Fogg dei mari, anzi, un po´ oltre, perché il suo tempo è scattato ben al di sotto del Giro del mondo letterario. Tutto s´è compiuto in 72 giorni, 22 ore, 54 minuti e 22 secondi, e in questo tempo va messo tutto dentro. La partenza il 21 novembre all´alba con solo il saluto della famiglia e gli amici più cari e subito una tempesta di benvenuto; il passaggio del sempre turbolento Capo di Buona Speranza, in fondo all´Africa, la porta degli agitati oceani del Sud: il rischio di un rapido naufragio quando uno degli scafi ha colpito un container ma con la dea del mare che gli è stata vicina perché si è appena scalfita una delle derive mobili; i treni di onde delle latitudini del gelo, i Quaranta ruggenti e i Cinquanta urlanti, e la percezione che a poche decine di metri dal suo scafo, nascosti da una nebbiolina ghiacciata, ci fossero growler e iceberg mortali; anche un foro tondo, che sembrava tracciato da un compasso, che ha aperto lo scafo sinistro senza alcun preavviso poco fuori le Falklands e il passaggio funesto di Capo Horn, che imbarcava oceano a torrente dentro una barca-bolide lanciata a 25 nodi di media. Prima di Joyon altri due francesi, Philippe Monnet e Olivier de Kersauson, avevano compiuto il giro su un multiscafo, ma con ben oltre i 150 giorni di tempo: l´obbiettivo degli ”ottanta” sembrava limite inaudito. Un po´ più ci si era avvicinato nel 2001 un altro connazionale, Michel Desjoyeaux con 93 giorni, 3 ore, 57 minuti e 32 secondi, durante la massacrante circumnavigazione nella Vandee Globe. Sembrava l´impossibile. Una rincorsa tra francesi, va ribadito, il Grande blu è un po´ il loro cielo. E adesso invece c´è l´exploit di Joyon, missile piovuto come da un altro mondo: ha migliorato l´ultimo primato di ben 20 giorni e in più l´ha ottenuto su un trimarano di 27 metri già usato e usurato, riadattato ai record, dunque una barca ritenuta pericolosissima nei frangenti incrociati del Grande Sud e poco adatta alle furibonde torsioni e accelerazioni di onde alte palazzi e venti che spingono come detonatori. Più sicuro il monoscafo, si diceva, ma Joyon ha ribaltato anche i dogmi degli ingegneri strutturisti. ”Penso che anche altri potranno riuscirci, tutto è possibile. Qualcuno potrebbe partire la prossima settimana e battere il mio record” ha minimizzato [...] com´è nel suo stile introverso, fuoriclasse nel mondo liquido ma modesto e poco ”personaggio” in terra. [...] C´è chi, come un cronista del ”Times”, ha tagliato corto, ha direttamente paragonato il record Joyon a un altro che per decenni è stato inarrivabile: il salto in lungo di Beamon nel ’68, che ha resistito 23 anni prima di essere battuto» (Simona Casalini, ”la Repubblica” 4/2/2004).