Varie, 5 febbraio 2004
BOE
BOE Matteo Lula (Nuoro) 9 novembre 1957. Ex primula rossa del banditismo sardo, sconta una pesante condanna per due sequestri (uno è quello di Farouk Kassam) e per la clamorosa fuga dal carcere dell’Asinara, nell’86 in gommone (Pier Giorgio Pinna, ”la Repubblica” 4/2/2004) • «[...] «Il solo ad essere riuscito a fuggire dall’isola/prigione dell’Asinara: 1986, fine estate. Beffò le motovedette della polizia penitenziaria insieme con un compagno di cella, Salvatore Duras. Su un gommone lo attendeva Laura Manfredi, raggiunsero le coste della Sardegna. Duras venne catturato qualche settimana dopo, Boe raggiunse le foreste del monte Albo di Lula. Ci rimase sei anni, a stanarlo furono inviati anche reparti dell’esercito. Invano. Fu tradito dall’amore smisurato per la sua donna e i tre figli: insistette perché andassero a trovarlo in Corsica, dove si nascondeva protetto da un patto fra malavita e indipendentisti. Quando fu catturato aveva addosso le foto scattate accanto a una grotta, il suo rifugio. La stessa dove era stato tenuto ostaggio Farouk Kassam, nel 1992. Un rapimento clamoroso e crudele: il padre Fateh amico dell’Aga Khan, la villa in Costa Smeralda, il taglio dell’orecchio, un riscatto miliardario, pagato – si disse – dallo Stato. Poi le condanne: 20 anni per il sequestro di Kassam, 16 per quello di Sara Vicoli, 7 per l’evasione dell’Asinara. Laura Manfredi ha sempre difeso il suo uomo. ”Ha le sue colpe, ma è troppo facile attribuirgli tutti i delitti commessi in Sardegna”. Si erano conosciuti a Bologna, studente in agraria lui, ”pasionaria” della sinistra extraparlamentare lei, con simpatie entrambi per i circoli di Autonomia operaia e Prima linea. Come e perché Boe sia diventato un bandito nessuno lo ha mai saputo; dicono che abbia coltivato un sogno (impossibile) di riscatto sociale, moderno Robin Hood della Sardegna. Dagli anni ”80 gli è stato attribuito un po’ tutto: il rapimento di Giulio De Angelis, industriale romano e papà di Elio, campione di Formula uno, poi dell’imprenditore sassarese Salvatore Scanu (anche a lui orecchio tagliato), un’incursione in Costa Smeralda nella villa di Marta Marzotto, persino una ”story” (sempre smentita) con Silvana Dall’Orto, ostaggio affascinato dal suo carceriere ”gentile” . E infine legami, mai tuttavia provati processualmente, con Barbagia rossa» (Alberto Pinna, ”Corriere della Sera” 26/11/2003) • La figlia Luisa, 14 anni, fu uccisa in casa sua a Lula il 25 novembre 2003 (forse i killer volevano uccidere Laura Manfredi).