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 2004  febbraio 04 Mercoledì calendario

Keiserman MorrisAlbert

• Nato a Rio de Janeiro (Brasile) il 7 settembre 1951. Cantante. "Padre e nonno austriaci, come il cognome suggerisce e da parte di madre sangue italo-andaluso. [...] una specie di leggenda. Che nasce nel ’74 quando pubblica il suo primo album. Nella facciata ”b”, c’è un terzo solco, ignorato allora dagli stessi discografici, che si intitola Feelings. Il pezzo su cui puntava la promozione di chiamava invece Woman. ”Un programmista televisivo attento - ricorda Morris Albert - propose di utilizzare Feelings come motivo conduttore di una soap opera. La canzone esplose subito in Brasile, negli Usa e in tutto il pianeta vendendo, in prima battuta, 160 milioni di copie”. Sono stati seimila gli artisti che hanno inserito il brano in repertorio: fra questi Paul Anka, Perry Como, Frank Sinatra, Barbra Streisand, Julio Iglesias...[...] Feelings mi segue come un fantasmino, non m’abbandona mai, come del resto la domanda ’quando scrivi un’altra Feelings? La risposta è mai, anche perché mai più mi accadrà un episodio come quello che la ispirò... [...] Era il settembre 1973. Una donna bellissima, che aveva dieci anni più di me, cercò di sedurmi. Ma per poi tutto restò sul piano platonico. Così il mancato epilogo venne sublimato in quella canzone”. Da trent’anni Morris Albert vive su tre poli: Rio de Janeiro, dove il padre era il capo di una compagnia petrolifera, una splendida villa a Newport Beach in California e una villa sul Lago d’Iseo. Una vita artistica, la sua, fatta di decine di colonne sonore (come quella di Ufficiale e gentiluomo), album, nomination ai Grammy per cinque volte, 43 dischi d’oro, 17 di platino. Grandi successi come autore per George Benson nel ’79 con Gonna love you more e come autore-interprete: She is my girl, Conversation. [...] ”Quando, alla fine dei Settanta, scoppiò la disco music. Mi accorsi che erano cambiate le regole. Ma io ho continuato col mio stile, semplice, melodico essenziale: ho scritto Father, Paradis e pure Che nome avrà per Mina con Paolo Limiti. E hanno continuato a chiamarmi un po’ dappertutto: al festival di Tokio, alla Bbc con Shirley Bassey e Dionne Warwick, a Vigna del Mar dove ho fatto anche il presidente della giuria [...]”" (Mario Luzzatto Fegiz, ”Corriere della Sera” 3/2/2004).