r.cri., "La Stampa" 2/2/2004, pagina 14., 2 febbraio 2004
Secondo una ricerca condotta dal mensile "Riza psicosomatica" 6 persone su 10 in ufficio «si ammalano di infelicità»
Secondo una ricerca condotta dal mensile "Riza psicosomatica" 6 persone su 10 in ufficio «si ammalano di infelicità». Il sondaggio, condotto tra 898 persone di età compresa fra i 18 e i 65 anni, disegna il profilo dell’infelice: il 56 per cento sono donne (contro il 44 per cento degli uomini); il 32 per cento ha fra i 36 e i 45 anni; il 60 per cento ha un grado di istruzione alto o medioalto; il 31 per cento vive nell’hinterland delle grandi città; il 76 per cento è senza figli. I più tristi sono gli impiegati (27 per cento), seguono casalinghe e pensionati (20 per cento), operai (14 per cento), disoccupati (13 per cento), commercianti (12 per cento) e liberi professionisti (5 per cento). Tra le cause: formalismo, diffidenza, paura o indifferenza nei rapporti con il capo e i colleghi (36 per cento); lo stipendio inadeguato (35 per cento); l’ambiente troppo freddo e spoglio (31 per cento); un lavoro ripetitivo e noioso (28 per cento); gli uffici in periferia (25 per cento); comunicazioni quasi esclusivamente attraverso posta elettronica; un senso di solitudine quando si torna a casa (23 per cento), al mattino appena svegli (21 per cento) o la notte prima di addormentarsi (18 per cento). Soluzioni: il 29 per cento cerca di non pensarci; il 24 per cento si consola pensando a persone che hanno problemi più gravi; il 23 per cento pensa a un passato più felice. Il 13 per cento cade in depressione e l’8 per cento parla delle proprie angoce con le persone care.