Varie, 3 febbraio 2004
Tags : Hossein Montazeri
Montazeri Hossein
• Alì Eshafan (Iran) 1922, Qom (Iran) 19 dicembre 2009. Ayatollah. Famiglia contadina, oppositore dello Shah (fu torturato in carcere), studiò con Khomeini, di cui fu il delfino designato fino alla morte nel 1989, quando fu sconfitto nella «guerra lampo» di successione. Coscienza critica della Rivoluzione, dal ”97 al 2003 fu agli arresti domiciliari, interrotti per motivi di salute. Superiore (nella scala della gerarchia religiosa) alla Guida Suprema Ali Khamenei:, fu il faro dell’opposizione anche dopo le «elezioni farsa» del giugno 2009: pochi giorni prima di morire accusò la dittatura di aver orchestrato la bruciatura in pubblico di alcune foto di Khomeini per addossarne la responsabilità sull’opposizione. Viveva a Qom, città santa degli sciiti, circondato da parenti e discepoli • «Ex delfino di Ruhollah Khomeini [...] fu tra i padri della prima Costituzione dell’Iran khomeinista dopo la rivoluzione del 1˚ febbraio di 25 anni fa. Il Gran Ayatollah (il suo rango è il più alto nella gerarchia sciita) [...] fino al marzo 1989 era la futura Guida della rivoluzione designata da Khomeini per la propria successione. Poi fu accusato di incapacità (e di simpatie per la sinistra radicale), esonerato ed emarginato. Dal marzo 1997 al febbraio 2003 è stato agli arresti domiciliari, imputato di aver contestato il ruolo politico dell’attuale Guida, Alì Khamanei. Montazeri ora è libero e vive nella sua casa nel cuore della città santa sciita. Davanti al suo cancello molti fedeli sono in fila per ottenere interpretazioni del Corano. Ma i suoi collaboratori avvertono i visitatori stranieri: ”Montazeri libero? Veramente qui intorno molti appartamenti sono occupati da gente dei servizi segreti che continuano a seguire ogni sua mossa ...”. [...] ”All’inizio della rivoluzione islamica, sulle elezioni dicemmo: il ministero degli Interni e lo scià si sceglievano i candidati da far votare, adesso le elezioni dovranno essere davvero libere. Immaginammo un Consiglio dei Guardiani che vigilasse sul ministero dell’Interno perché svolgesse correttamente il suo lavoro. Non per individuare i candidati... Poi ci fu una revisione della Costituzione, io mi opposi. Hanno manipolato, messo le cose sottosopra... tutto contro le intenzioni originarie. Così oggi invece di libere elezioni abbiamo una selezione da parte di una delle due fazioni in lizza. Tutto ciò è illegale, anticostituzionale[...]”» (Paolo Conti, ”Corriere della Sera” 31/1/2004).