3 febbraio 2004
Tags : Vasilij. Mitrokhin
Mitrokhin Vasilij
• Nato a Yurasovo (Russia) il 3 marzo 1922, morto a Londra (Gran Bretagna) il 23 gennaio 2004. «L’uomo che nel pieno della guerra fredda decise di spiare le spie, dichiarando una guerra personale all´Unione sovietica di Leonid Brezhnev. Il travet degli archivi della Lubianka aveva concepito un progetto folle: copiare i 300 mila faldoni con la storia dello spionaggio di Mosca, dalla rivoluzione bolscevica al 1985, anno del suo anonimo pensionamento. Dodici anni nei sotterranei del Kgb, tra il 1972 e il 1984, a trascrivere documenti su microscopiche strisce di carta: nomi e trame, sabotaggi e tradimenti, fiancheggiatori stranieri e cospirazioni per rovesciare le democrazie capitaliste. Fuggito da Mosca in Inghilterra nel 1992, Mitrokhin divenne famoso nell´autunno di sette anni dopo, quando il ”materiale Impendian” si trasformò nell´’Archivio Mitrokhin” scritto con lo storico degli 007 britannici, Cristopher Andrew. Nel 1999 le sue rivelazioni sui finanziamenti al Pci e sulle ”spie” italiane (giornalisti, politici e ambasciatori) portarono il governo D´Alema sull´orlo della crisi. [...] La storia di Vasilij Mitrokhin, occhiali grossi, zigomi mongoli e giacchette grige, supera la fantasia di John Le Carrè. Nato a Yurasovo, nella Russia centrale, a 26 anni era stato arruolato nell´Mgb, lo spionaggio di Stalin. Nel 1952 era stato inviato a Berlino Est: una missione - ha spiegato a Mosca un portavoce dell´Fsb, i servizi eredi del Kgb - andata male. ”Sorse il problema di come licenziarlo. Poiché il figlio era invalido, si decise di trasferirlo in archivio”. E´ allora, stoppato nella carriera, escluso dalle missioni all´estero e confinato riordinare i rapporti delle spie vere, che Mitrokhin concepisce la sua vendetta. A fine lavoro fa uscire dalla Lubianka migliaia di foglietti manoscritti. Dodici anni di appunti e trascrizioni a macchina nei fine settimana: nessuno sospetta, al Kgb, che sotto il naso delle spie escono le informative sugli omicidi di Martin Luther King e Kennedy, sulla costruzione del Muro di Berlino e sui missili a Cuba, sugli arsenali atomici e sui collegamenti delle Br in Cecoslovacchia. Ma il topo degli archivi non ha fretta. Dopo 36 anni va in pensione e inizia la sua seconda vita. Nell´estate del 1992, crollato l´impero sovietico, raggiunge Riga in Lettonia. Bussa all´ambasciata Usa, si confessa alla Cia, ma non viene creduto. Umiliato, attraversa la strada e racconta tutto ai diplomatici inglesi. Gli agenti dei Servizi segreti di Sua Maestà decidono di metterlo alla prova. Mitrokhin traccia la mappa della sua dacia fuori Mosca: sotto il pavimento e sotterrate in giardino, gli 007 trovano decine di scatole di latta riempite con il suo tesoro. La guerra dell´intelligence e le bassezze dei frustrati: come il complotto per spaccare le gambe a Nureyev dopo il suo abbandono dell´Urss, o l´iniziazione di una spia inglese da parte di due affascinanti Mata Hari, o la storia di Melita Norwood alias ”Tina”, 87 anni, la nonnina che passò a Mosca i programmi nucleari inglesi. Per Kgb e Cia è un colpo da ko. Mitrokhin baratta i suoi segreti con il rifugio a Londra» (Giampaolo Visetti, ”la Repubblica” 30/1/2004).