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 2004  gennaio 30 Venerdì calendario

Zotti Carlo

• Benevento 3 settembre 1982. Calciatore. Portiere. Della Roma. «Nato a Foglianese provincia di Benevento, padre infermiere, arriva a Roma a 14 anni grazie all’infaticabile lavoro di talent scout di Bruno Conti. Alloggia a Trigoria, dove tutt’ora vive nel pensionato che ospita i baby giallorossi. Studia da ragioniere e da portiere, ma soprattutto impara a suonare la chitarra. Come gusti non c’è male: parte con l’heavy metal e ultimamente vola alto dalle parti dei Pixies, grandissima indie band americana. Condisce il tutto con appropriate letture di Stephen King. Finchè, un bel mattino e dopo un’esperienza poco simpatica al Palermo, decide che diventerà una rockstar. Fa le valigie e torna a casa, finchè le telefonate di Panucci e Conti lo fanno desistere dalla folle impresa, coi risultati che sappiamo. A Buffon, il suo idolo, ha chiesto la maglia dopo Juve-Roma. ”Non ti offro la mia - gli ha detto - perché credo che non ti interessi. Invece lui l’ha voluta. Un bel gesto”» (Alberto Piccinini, ”il manifesto” 21/1/2004). «Nel dizionario della Roma sta tra Ziroli – ala destra, firmò il primo gol romanista in campionato nel 1927 – e l’ungherese Zsengeller, nella lista dei portieri si colloca tra Zinetti e Zucca, nella Roma di oggi fa rima con Totti. [...] Anche il padre, Antonio, giocava in porta: è stato il suo primo maestro. Nella Roma ha trovato Franco Tancredi, che ha fatto di lui un portiere. Ma l’uomo al quale deve moltissimo è Bruno Conti, ieri fuoriclasse del calcio italiano, oggi ottimo responsabile del settore giovanile romanista. Fu Conti [...] a convincere Zotti che abbandonare il calcio non era una buona idea: ”Quello fu il periodo peggiore della mia vita, potrei fare l’alba a parlarne. Per fortuna, dopo una lunga pausa di riflessione, decisi di continuare”. Capello lo stima assai: e lo ha ricoperto di elogi pubblicamente nella sala-stampa dell’Olimpico (’ha pochi difetti e molti pregi, è un ragazzo tranquillo che sa ascoltare i consigli, sono convinto che farà una grande carriera”) , mentre Carlo, appoggiato all’angolo di un muro, ascoltava, imbarazzato: ”A Capello devo molto. Ha creduto in me e mi ha tolto dal mercato quando a Trigoria arrivavano offerte importanti”. Zotti è un ragazzo perbene che ha già capito come va la vita: per un miliardario che se la spassa, milioni di persone si sbattono per arrivare alla fine del mese. Suona la chitarra: nel famoso momento di crisi, pensò seriamente di dedicarsi alla musica. Definisce le sue preferenze ”di nicchia. Ascolto tutto, in particolare però il rock duro. Un gruppo? I Pixies”. Zotti vive a Trigoria e conduce una vita tutta casa e campo» (Stefano Boldrini, ”La Gazzetta dello Sport” 19/1/2004).