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 2004  gennaio 30 Venerdì calendario

Wie Michelle

• Honolulu (Stati Uniti) 11 ottobre 1989. Giocatrice di golf • «[...] alta 1.82, magra e carina il giunco di Honolulu, sponsorizzata dallo show business a stelle e a strisce a costo di farle passare la voglia con 4 ore al giorno di golf aumentate a 7 nel week end e il padre (Byung Wook, detto B. J.) sempre dietro come caddie. [...] è la regina delle ragazze prodigio: a 7 anni disputava il primo torneo a 18 buche che chiudeva con 14 sopra il par, a 10 ha chiuso un giro in 64 colpi (più giovane a qualificarsi ai Campionati dilettanti Usa), a 11 ha vinto tutto, a 12 è diventata la più giovane a qualificarsi per un torneo Lpga, a 13 ha giocato il primo Slam, il Kraft Nabisco Championship, che ha chiuso al nono posto, girando con le prime, Annika Sorenstam, e la futura vincitrice Patricia Meunier Lebouc, e firmando il punteggio più basso di un dilettante (66), col corollario di altri record: di precocità come regina dei Campionati dilettanti Usa e di primatista nella media drive, con 256 metri, circa 18 più della n. 1 degli ultimi 4 anni, Sorenstam. Poi è finita 47ª quando c’erano in gara anche 97 uomini, tirando dallo stesso tee di partenza, e ha conquistato i colleghi, che l’hanno subito ribattezzata ”Tigress”, cioè la Tiger Woods al femminile, e Tom Lehman, l’ha soprannominata ”Big Wiesy”, perché ha uno swing che ricorda quello di ”Big Easy”, Ernie Els. Secondo gli esperti, già nel 2003 Michelle valeva 10 milioni di dollari l’anno, anche se lei, bravissima negli studi (al college di Stanford) come sul green, minimizza: ”Se avessi davvero pensato ai soldi non sarei andata avanti, invece sto migliorando tutto del mio gioco e del mio fisico perché voglio lasciare un segno importante nello sport, anzi, in quello che più mi piace al mondo”. [...]» (Vincenzo Martucci, ”La Gazzetta dello Sport” 3/3/2005). «Se uno conosce anche solo un pochino la storia di B.J. Wie, un coreano trapiantato alle Hawaii come professore universitario, potrebbe aver voglia di chiamare il telefono azzurro. Uno che chiude in una stanza la figlia di 7 anni, obbligandola a guardare la finale del Master di golf ”97 per ammirare la classe di Tiger Woods, meriterebbe la visita di uno specialista. Ha la fortuna, B.J., che la piccola Michelle, che poi tanto piccola non è visto che stazza oltre al metro e ottanta, del golf s’è invaghita quando di anni ne aveva quattro e di guardare Tiger Woods non si stancherebbe mai. ”Però devo ammetterlo - dice la figliola -, sapere che mio papà nel portafoglio porta solo due foto e nessuna delle due è mia, mi da un po’ fastidio”. B.J. Wie si presta volentieri a chiarire: le foto sono entrambe di Tiger, prima e durante il suo celebre swing: ”Le conservo perché ogni tanto Michelle ha bisogno di una ripassatina”. Che Michelle Wie non abbia alcun interesse per le sue coetanee e tantomeno per le sue colleghe, è un dato di fatto. [...] Ad appena 14 anni, il suo unico obiettivo è di competere con i maschi. [...] Una capace di spedire la palla ad oltre 300 yards. E poi andare a casa finire i compiti. David Love III, uno dei migliori giocatori al mondo, l’ha vista in azione sul fairway quando lei di anni ne aveva 12. Dice: ”Possiede uno degli swing più belli che abbia mai visto in vita mia. La cosa affascinante è che è talmente giovane. Chissà cosa combinerà quando avrà qualche anno in più”. La più banale delle etichette, la ”Tiger al femminile” è già fatalmente scaduta. Perché, come dice lo stesso Woods che l’ha incrociata sul campo [...] ”...non mi assomiglia proprio, è più alta e più forte di me. veramente sorprendente”. [...] Con una carriera breve, per forza, ma già contraddistinta da parecchi primati (primo torneo vinto a 7 anni), Michelle annota diligentemente su di un quaderno i suoi desideri che un giorno vuole che diventino realtà. Tipo partecipare la Master maschile di Augusta. Sempre che uno dei più antichi e tradizionalisti club del pianeta (non si possono iscrivere le donne) le dia il benestare» (Riccardo Romani, ”Corriere della Sera” 15/1/2004).