Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2004  gennaio 28 Mercoledì calendario

Gli egiziani e i riti funebri Ho 14 anni e sono molto appassionata di egittologia, mi piacerebbe avere informazioni riguardanti i riti funebri egiziani

Gli egiziani e i riti funebri Ho 14 anni e sono molto appassionata di egittologia, mi piacerebbe avere informazioni riguardanti i riti funebri egiziani. Eleonora Micheli, Lunata (Lu) Per gli Egizi il rito funebre era molto importante poiché si riteneva che le azioni dei vivi fossero in contatto diretto con quelle dei morti. La morte sopraggiungeva quando il Ka si separava dal Ba, ossia quando il corpo abbandonava l’anima. La prima parte del rito funebre consisteva nella mummificazione del cadavere, che simboleggiava il mantenimento dell’identità del defunto sino a quando non si fosse identificato con il dio Ra. Se nel frattempo il corpo si fosse decomposto, l’anima non avrebbe più potuto farvi ritorno e si sarebbe perduta per sempre. In particolare, il corpo del Faraone doveva rimanere intatto, in quanto rappresentava l’intero Egitto. La mummificazione, che era per la famiglia del defunto un avvenimento solenne, durava di regola una trentina di giorni e nel caso dei faraoni una settantina. Il luogo dove si svolgeva questo rito era chiamato la Casa della Vita, da qui, infatti, partiva una processione che accompagnava il sarcofago e durante la quale donne e bambine piangevano gettandosi terra sulla testa. Questo tipo di manifestazioni emotive, secondo le credenze egiziane, servivano al Ba del vivente a comunicare con il Ba del morto. Durante questa processione, accompagnava il sarcofago anche il corteo del corredo funebre degli oggetti appartenuti al defunto. La prima tappa della processione era il fiume sacro Nilo, come a simboleggiare l’inizio del viaggio per il Nilo celeste. Poi la salma era portata alla Casa della Morte cioè alla necropoli, dove aveva luogo la sepoltura. Certo non tutti erano sotterrati nelle piramidi, infatti, queste erano destinate solo ai faraoni. Presso la tomba si compivano dei riti di purificazione nei confronti della mummia con l’acqua e l’incenso. Due sacerdoti inservienti, poi, aprivano con lo scalpello e l’antica accetta sacra di silice gli occhi e la bocca del defunto in modo che il Ba comunicasse con l’aldilà. Un sacerdote leggeva il sacro Libro dei morti, Reu Nu Pert Em Hru, letteralmente Capitoli per il giorno futuro, le cui formule servivano a far rivivere il morto nella tomba e quindi a impedire la sua putrefazione. Il sarcofago con tutto il corredo veniva, infine, sigillato e murato. Il culto del morto che seguiva il momento della sepoltura consisteva nelle preghiere e nelle offerte. Le prime avevano lo scopo di mantenere il contatto tra il Ka dei vivi e il Ka dei morti. Le seconde consistevano in latte di fichi, pane, birra e grano, che rappresentavano l’alimento per il corpo. Oppure in acqua, salnitro e incenso che simboleggiavano, invece, il nutrimento spirituale.