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 2004  gennaio 28 Mercoledì calendario

Quando, a metà degli anni ’60, l’architetto Minoru Yamasaki fu preferito ad una dozzina di rivali per la progettazione del World Trade Center (WTC), prima di arrivare alla soluzione finale scrisse un centinaio di soluzioni diverse

Quando, a metà degli anni ’60, l’architetto Minoru Yamasaki fu preferito ad una dozzina di rivali per la progettazione del World Trade Center (WTC), prima di arrivare alla soluzione finale scrisse un centinaio di soluzioni diverse. Per la sua ricostruzione, ad un anno dall’attacco terroristico dell’11 settembre, lo studio Beyer Blinder Belle ha presentato solo sei alternative (concepts): Memorial Plaza, Square, Triangle, Garden, Park, Promenade. Non bisogna farsi ingannare dal nome: questi concepts riguardano solo gli edifici che dovranno occupare l’area con fini commerciali e culturali, mentre per la realizzazione del monumento alla memoria è stato indetto un altro concorso aperto agli artisti di tutto il mondo. Il compito affidato agli architetti della Beyer Blinder Belle può essere riassunto così: ricostruire in 6,5 ettari un milione e 22mila metri quadri di uffici, 56mila di negozi, altrettanti di alberghi, una stazione sotterranea, musei, forse un auditorium. Oltre al vecchio spazio, gli architetti devono riempire anche i 14 ettari vuoti che vanno dal World Financial Center, ad Ovest, al Deutsche Bank Building in Liberty Street, da Century 21 e Liberty Plaza, in Church Street a Barclay street, a Nord. La soluzione è stata individuata in un semplice schema: un grande parco o una piazza e, intorno, grattacieli più bassi delle vecchie torri I e II. Si tratta, a dire il vero, di bozze che tracciano le idee generali su come ricostruire la zona: progetti più dettagliati verranno realizzati solo quando sarà scelta la terna dei progetti finalisti, forse quando questo numero della ”Macchina del tempo” sarà già andato in stampa. Gli architetti dovranno recuperare gli spazi commerciali persi da New York rispettando il carattere memoriale che l’area dovrà conservare: «Il luogo dove sorgevano la Torre Uno e la Torre Due è terra sacra, come Gettysburg o Pearl Harbor» ha ammonito l’ex vigile del fuoco Josef Maurer, la cui figlia Jill morì l’11 settembre. Nel contempo, gli urbanisti vorrebbero risolvere alcuni problemi viabilistici di Manhattan, e creare nuove aree residenziali per coinvolgere di più la popolazione nella vita di questa zona, ora ancora più importante per la città. La Lower Manhattan Corporation chiede anche che nella ricostruzione siano sfruttate le più moderne conoscenze tecnologiche, con un rispetto dell’ambiente (soprattutto nell’uso dei materiali) sconosciuto trent’anni fa, all’insegna della edilizia verde. AUMENTANo LE TORRI Rispetto al vecchio WTC, i nuovi progetti presentano molte differenze. Cominciamo dal numero delle torri: quelle distrutte erano due, ”Memorial Triangle” e ”Promenade” ne prevedono sei, ”Plaza” ”Garden” e ”Park” cinque, lo ”Square” quattro. Se le torri dei nuovi progetti sono più numerose delle vecchie, riguardo all’altezza sono molto lontane dai 110 piani delle precedenti: la più alta, prevista nel ”Triangle”, arriva ad 85 piani, ”Garden” e ”Square” ad 80 piani, il ”Plaza” arriva a 79, il ”Park” si ferma a 72. Le due torri più alte del ”Promenade” arrivano ad appena 63 piani, e questo progetto prevede anche le torri più basse del lotto: quattro nane di 32 piani. Il WTC di Yamasaki occupava una superficie di circa 6,5 ettari. Il ”Plaza” prevede una piazza di oltre tre ettari sul cui bordo occidentale dovrebbe sorgere un edificio destinato ad usi culturali (musei, esposizioni, biblioteche ecc.). Verrebbero inoltre realizzati oltre sette ettari di nuovi spazi pubblici, compresi parcheggi, strade, marciapiedi, e grandi passeggiate panoramiche. La piazza dello ”Square” arriva a quattro ettari, anche in questo caso è previsto un edificio culturale sul bordo destro. Sono previsti tetti panoramici e gallerie coperte. Gli spazi pubblici per parcheggi, strade, marciapiedi, dovrebbero sfiorare i dieci ettari. Il ”Triangle” prevede uno spazio triangolare pubblico di poco più di due ettari, con un padiglione per le esposizioni e un grande ponte per i pedoni. Gli spazi per strade e marciapiedi dovrebbero superare i cinque ettari. Il ”Garden” prevede uno spazio aperto di poco superiore all’ettaro e mezzo con edifici culturali nell’angolo a Sud-Ovest. La più alta delle cinque torri previste (80 piani) domina questa area e sul tetto dovrebbe essere montata un’antenna, o una scultura, che caratterizzi lo skyline di Manhattan. Il ”Park” prevede un parco di circa due ettari e mezzo dove verrebbero realizzati due edifici da adibire a museo o altre destinazioni culturali. I nuovi spazi pubblici (incluse alcune gallerie coperte) dovrebbero superare i sei ettari. Infine il ”Promenade” prevede un grande parco ovale, i nuovi spazi pubblici dovrebbero superare abbondantemente i 100 mila metri quadrati. Tra questi sei concepts saranno selezionati entro settembre i tre finalisti ed entro la fine dell’anno il vincente, che potrebbe comunque cambiare molto da qui alla realizzazione. I GUSTI DEI NEWYORKESI Poiché il giudizio dei newyorkesi peserà in maniera decisiva sulla decisione finale, il favorito sembra il ”Promenade”, che al momento pare superare nei gradimenti (in genere non molto alti) tutti gli altri. L’unico rivale potrebbe essere il ”Triangle”, definito, nel bene e nel male, «funky» (originale, eccentrico). Le critiche riguardano soprattutto la decisione di costruire torri molto più basse delle vecchie gemelle: anche se ciò è dovuto alla necessità di non offrire ai terroristi altri obiettivi vulnerabili, a molti la scelta sembra una resa. Si dice poi che i progetti sono troppo simili l’uno all’altro, e la colpa viene data alla Lower Manhattan Corporation, la società pubblica incaricata della ricostruzione che, guidata dal governatore George Pataki, ha affidato la progettazione al solo Beyer Blinder Belle, autore dei restauri di Grand Central Station (New York) e della Rotonda del Congresso (Washington). Quanto ai tempi, la costruzione del vecchio WTC iniziò nel 1966: la prima torre fu pronta per il 1970, la seconda per il 1973. Per la nuova sistemazione è certo che niente sarà realizzato prima del 2005. Infine, i costi: negli anni ’60-’70 servirono 1,5 miliardi di dollari contro un budget iniziale di 500 milioni, adesso il Congresso degli Usa ha stanziato 20 milioni di dollari: probabilmente ne serviranno molti di più. Massimo Parrini