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 2004  gennaio 28 Mercoledì calendario

Nei suoi 250 anni di vita, il Museo londinese di Storia Naturale non aveva mai permesso che sguardi profani si posassero su collezioni considerate storiche

Nei suoi 250 anni di vita, il Museo londinese di Storia Naturale non aveva mai permesso che sguardi profani si posassero su collezioni considerate storiche. A parte i 350 scienziati legati all’istituto e pochi esperti forniti di ottime credenziali, nessuno aveva il permesso di vederle. Nel 1999 la situazione si è finalmente sbloccata; è sorto un nuovo edificio dove tutti potranno ammirare, e senza spendere uno scellino, i reperti proibiti: gli esemplari di maggiore interesse saranno organismi planctonici, pesci, rettili e anfibi, tra cui alcune salamandre datate 1768 e pesci di profondità raccolti nel 1876 durante la prima spedizione oceanografica attorno al mondo compiuta dalla nave Challenger. Il museo si chiama Darwin Centre, in onore al padre del pensiero scientifico moderno. a ridosso del museo di Storia Naturale in Cromwell Road, a Londra, e spalancherà le porte al pubblico lunedì 30 settembre 2002 alle 10 di mattina. Una data memorabile per la scienza. Resterà aperto ogni giorno fino alle 17.50, compresa la domenica, e sono previste solo due chiusure per Natale e Capodanno. «L’avvenimento» dice sir Neil Chalmers, direttore del Museo e del comitato scientifico «susciterà non solo curiosità, ma anche un senso di commossa reverenza». Esagera? Forse no. «Ci si troverà di fronte ai campioni raccolti da Charles Darwin (1809-1882) durante i cinque anni di viaggio con la nave Beagle (1831-1836), ”al Servizio di Sua Maestà”. Ma il centro intitolato a Darwin non racchiude solo reperti che hanno a che fare con lui: i visitatori potranno per esempio ammirare gli esemplari raccolti da James Cook nel corso delle sue tre circumnavigazioni della Terra nella seconda metà del 1700». L’apertura del Centro al pubblico è solo la Fase Uno. Il nuovo museo si prepara a offrire molto di più: corsi online, pubblicazioni, laboratori di ricerca, dibattiti, confronti. Nella Fase Due, che sarà completata nel 2007, il Centro vuole diventare il punto focale dove le scienze naturali di tutto il mondo si incontrino. un impegno costoso, per il quale la direzione del Museo ha lanciato una campagna reperimento-fondi. c’entra anche lo spirito Buona parte del materiale storico aveva dormito lungamente nel palazzo chiamato dello Spirito (anche le raccolte erano state battezzate Spirit Collection) e molti immaginavano che ci fosse sotto qualcosa di trascendente. Come se le anime dei grandi esploratori che avevano portato quei tesori in patria fossero rimaste lì a fargli la guardia, o venissero di tanto in tanto a rimirarseli. La realtà è banale: nei contenitori ci sono 22 milioni di organismi animali conservati sotto spirito, in una mistura composta al 95% di etanolo e al 5% di metanolo, e da quello hanno preso il nome. Per entrare nel Centro Darwin bisogna comunque attraversare il Museo di Storia Naturale, dove si fanno incontri interessanti: c’è perfino una sirena, ma per molti sarà una grossa delusione, perché si tratta solo di un animalotto marino che non ha nulla da spartire con una seduttrice. Alcune collezioni risalgono addirittura al XVI secolo, e lungo il tempo sono stati raccolti campioni che segnano le scoperte più strane, come lo squalo d’acqua dolce trovato in un fiume del Borneo. informazioni Per prenotare una visita di gruppo si può chiamare il numero 0044-207-942 5511, o cliccare sul sito Internet www.nhm.ac.uk/visiting/ groups.html. Mario Giampaoli