Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
Piacere, sono il Cefalopode Carissimo Alessandro, mi chiamo Lorenzo e ho 10 anni. Sono un tuo ammiratore e colleziono la tua rivista
Piacere, sono il Cefalopode Carissimo Alessandro, mi chiamo Lorenzo e ho 10 anni. Sono un tuo ammiratore e colleziono la tua rivista. Volevo chiederti: esistono i Cefalopodi? Lorenzo Battistella, Teramo Caro Lorenzo, i Cefalopodi non solo esistono ma sono anche la classe più evoluta dei molluschi, in quanto hanno un sistema nervoso e gli organi di senso molto sviluppati. Appartengono alla categoria i calamari, i polpi e le seppie (che fanno parte del cosiddetto genere Nautilus). La testa dei Cefalopodi è provvista di tentacoli muniti di ventose e di due robuste mascelle. Hanno due occhi la cui struttura, unica tra gli invertebrati, permette di vedere da vicino e da lontano e di adattarsi alla luce intensa. Si cibano di pesci e hanno un olfatto e un tatto molto sviluppati. Sono veloci e agili grazie al sistema nervoso evoluto. Alcuni esperimenti fatti sul cervello del polpo hanno evidenziato che i Cefalopodi sono in grado di apprendere con una certa facilità e di ricordare a lungo. Il mantello, spesso e muscoloso, ha funzioni protettive e secerne la conchiglia. Alcuni Cefalopodi, come le seppie, sono dotati di una tasca del nero, che espelle, spesso a uso difensivo, una sostanza scura che intorbidisce l’acqua circostante. Nell’epidermide possono anche trovarsi cellule pigmentate (cromatofori) che permettono rapidi cambiamenti di colore a scopo mimetico.