Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
Il mio Dna può cambiare? Il Dna durante il corso della vita di un individuo rimane sempre lo stesso o subisce dei cambiamenti? Giovanni Zanella, Fregona (Tr) Risponde il professor Roberto Barale, ordinario di genetica all’Università di Pisa: «La risposta, è semplice e complessa al tempo stesso
Il mio Dna può cambiare? Il Dna durante il corso della vita di un individuo rimane sempre lo stesso o subisce dei cambiamenti? Giovanni Zanella, Fregona (Tr) Risponde il professor Roberto Barale, ordinario di genetica all’Università di Pisa: «La risposta, è semplice e complessa al tempo stesso. Durante la nostra vita, il Dna può subire delle modifiche, che possono riguardare sia le cellule somatiche (del corpo) che quelle germinali (uovo e spermatozoo), con effetti e significati assai diversi. In genere le mutazioni sono quasi tutte deleterie, portando ad aborti, malformazioni e patologie di vario tipo. Ma per fortuna, sono pochissime quelle che si traducono in una possibile, lentissima, e quasi impercettible evoluzione della nostra specie. Spesso le mutazioni che coinvolgono le cellule somatiche hanno effetti negativi, come l’invecchiamento precoce delle cellule, o peggio ancora il cancro. Ma non sono trasmissibili e quindi non hanno un effetto diretto sull’evoluzione. Avvengono poi dei cambiamenti fisiologici dei geni che sono coinvolti nel differenziamento cellulare durante lo sviluppo dell’individuo, anche questi non trasmissibili. Altre modificazioni (sempre reversibili) coinvolgono i geni dell’imprinting genetico (processo che porta all’attivazione o disattivazione di certi geni in modo differenziale nelle cellule germinali dei maschi e delle femmine). Quindi, se escludiamo le mutazioni spontanee o indotte (ad esempio da radiazioni, da sostanze cancerogene o dall’inserzione di virus nel Dna delle cellule gametiche), il nostro patrimonio genetico non subisce molte variazioni trasmissibili alle generazioni successive che tengano memoria della vita trascorsa. Potrebbe introdurle l’uomo, che oggi è capace di manipolare il Dna. Ma per ora è vietata qualsiasi manipolazione che possa variare il patrimonio delle cellule germinali e dare origine a modifiche trasmissibili alle prossime generazioni».