Roberto Antonini, Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
Archimede ha un avanzatissimo sistema di misurazione che registra la posizione esatta del treno: può sbagliare al massimo di 5 cm, sui 10mila km della rete principale delle Fs
Archimede ha un avanzatissimo sistema di misurazione che registra la posizione esatta del treno: può sbagliare al massimo di 5 cm, sui 10mila km della rete principale delle Fs. E non a caso: dovendo indicare alle squadre di manutenzione il punto esatto di eventuali riparazioni, è importante che lo faccia con la massima precisione. L’apparato funziona grazie a quattro sistemi. Il primo è costituito da quattro odometri (ruote foniche) per carrozza, che rilevano la distanza percorsa contando i giri di una speciale ruota dentata solidale (sullo stesso asse) alla ruota vera e propria. Poi c’è un radar a effetto Doppler (effetto per cui la frequenza di un’onda elettromagnetica emessa da una sorgente in moto appare diversa in un sistema considerato a riposo). Ancora, ci sono speciali boe (transponder) posate lungo la linea ogni 30-40 chilometri: la loro presenza viene captata a bordo da apposite antenne. Con le boe lavorano anche dei catarifrangenti applicati alle rotaie e intercettati da raggi laser emessi dal treno. Infine, un sistema GPS, grazie al collegamento con satelliti, determina la posizione geografica e quindi la linea e il binario percorso. Su Archimede lavora un equipaggio di 12 persone: due macchinisti, un capotreno, un supervisore e 8 tecnici. Il treno percorre 80mila km l’anno (450 al giorno), pari a due volte il giro del mondo. La precisione negli interventi fa sì che la manutenzione sia più accurata e tempestiva: grazie al risparmio di tempo, inoltre, Archimede consente di raddoppiare la frequenza dei controlli rispetto a quella finora effettuata dai precedenti treni diagnostici di Rete Ferroviaria Italiana.