Piero Bianucci, ཿLa Stampa, 13 settembre 2002, 13 settembre 2002
«La Terra ha una seconda Luna, due volte più lontana di quella che tutti conosciamo. I (...) romantici però rimarranno delusi
«La Terra ha una seconda Luna, due volte più lontana di quella che tutti conosciamo. I (...) romantici però rimarranno delusi. Per vederla occorre un potente telescopio e quasi certamente è una luna artificiale: il terzo stadio del razzo Saturno 5 che portò nello spazio gli astronauti dell’Apollo 12, seconda missione lunare svoltasi dal 14 al 24 novembre 1969. Questo massiccio rottame, grande come un autobus, non è in un’orbita stabile. Ci sono buone probabilità che precipiti sulla Luna o sulla Terra. Nel primo caso forse potremo assistere alla formazione di un nuovo cratere sul nostro satellite naturale, nel secondo la vecchia carcassa spaziale si disintegrerà (...) nell’atmosfera. Ufficialmente indicata con la sigla J002E3, la ”seconda luna” è stata scoperta il 3 settembre da Bill Yeung come un oggetto in rapido movimento tra le stelle (...). Lì per lì si è pensato a uno dei circa mille asteroidi che passano vicino al nostro pianeta. Invece Paul Chodas, astronomo (...) della Nasa (...), è arrivato a una conclusione diversa. La traiettoria di J002E3 fa supporre che soltanto da pochi mesi questo oggetto sia in orbita attorno alla Terra, prima girava attorno al Sole come un microscopico pianeta. (...) Chodas ha individuato l’asteroide come il terzo stadio del Saturno 5 che nel ’69 portò sulla Luna gli astronauti Charles Conrad e Richard Gordon. Il caso è interessante perché è la prima volta che si riesce a osservare (...) una cattura gravitazionale da parte della Terra (...). Questo relitto - un cilindro lungo 18 metri e largo 6,6 - gira intorno alla Terra in 43 giorni. L’orbita però è caotica (...): ci sono 20 probabilità su 100 che cada sulla Luna entro il 2003 e tre su 100 che cada sulla Terra nei prossimi dieci anni». (Piero Bianucci, ”La Stampa”, 13 settembre 2002)