Cristina Piccino, ཿil manifesto 28/1/2004, pagina 14., 28 gennaio 2004
La prima volta che ”Medea” sale in scena col pancione, immaginata dalla palermitana Emma Dante per sottolinearne la diversità, "che riguarda il travaglio del parto, la sua innata capacità di generare, di perpetuare la specie in un paese abitato tutto da un popolo maschile"
La prima volta che ”Medea” sale in scena col pancione, immaginata dalla palermitana Emma Dante per sottolinearne la diversità, "che riguarda il travaglio del parto, la sua innata capacità di generare, di perpetuare la specie in un paese abitato tutto da un popolo maschile".