Isabella Bordogna, Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
Abolire le mestruazioni? Una scelta drastica. Carlo La Vecchia, professore associato di Epidemiologia all’Università degli Studi di Milano, e Fabio Parazzini, ricercatore presso la prima Clinica Ostetrico-ginecologica alla medesima Università, contestano i risultati della ricerca texana
Abolire le mestruazioni? Una scelta drastica. Carlo La Vecchia, professore associato di Epidemiologia all’Università degli Studi di Milano, e Fabio Parazzini, ricercatore presso la prima Clinica Ostetrico-ginecologica alla medesima Università, contestano i risultati della ricerca texana. La Vecchia non nega gli svantaggi dei flussi mestruali frequenti: «Fino a qualche decennio fa le donne mestruavano solo alcune decine di volte nella vita, mentre oggi arrivano a circa 500 cicli: questa maggiore frequenza di ovulazioni - e di mestruazioni - può avere influenzato l’aumento dei tumori all’ovaio e al seno». Anche la pillola è a doppio taglio. «Il tumore all’ovaio» aggiunge La Vecchia «è diminuito nella maggior parte dei Paesi sviluppati, verosimilmente a causa dell’uso della pillola, che blocca l’ovulazione. Inoltre il rischio di sviluppare questo tumore è ridotto nelle donne con molti figli. La somministrazione della pillola per tre settimane, con sette giorni di interruzione, vuole mimare il ciclo fisiologico, ma altri schemi sono possibili. Se è vero che la pillola protegge dai tumori all’ovaio e all’endometrio e forse da quello all’intestino, sembra invece che aumenti il rischio di tumore al fegato, al collo dell’utero e al seno. Non vi è quindi motivo per somministrare la pillola in modo continuativo». Stesse considerazioni anche da parte di Parazzini. «Le complicazioni legate alle mestruazioni non sono così gravi. La sindrome premestruale è un disturbo che hanno tutte, chi più chi meno. Per quanto riguarda l’endometriosi (formazione di tessuto fuori dall’utero) non è così dimostrato dagli studi che sia collegata alle mestruazioni. Alcuni studi suggeriscono che più cicli si hanno e più abbondanti sono, più si è a rischio di endometriosi, ma è solo un’ipotesi. Inoltre, l’endometriosi sintomatica interessa meno dell’1 per cento delle donne, così come l’anemia causata dalle mestruazioni interessa qualche punta percentuale delle donne (inferiore al 5 per cento) e generalmente sotto i 40 anni». In realtà i motivi per sospendere il ciclo sarebbero la sindrome premestruale e la dismenorrea. «Ma a mio avviso - conclude Parazzini - non è necessario introdurre una soluzione così drastica per tali disturbi. Ci sono metodi più semplici per trattare la sindrome premestruale e, per quanto riguarda la dismenorrea, spesso si riduce o scompare grazie all’uso di contraccettivi orali nell’usuale somministrazione».