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 2004  gennaio 28 Mercoledì calendario

Preparate termometri e coperte: arriva la nuova ondata di influenza. Giunge dal Madagascar, dove in agosto è scoppiata un’epidemia seria scatenata da un ceppo della famiglia Moscow

Preparate termometri e coperte: arriva la nuova ondata di influenza. Giunge dal Madagascar, dove in agosto è scoppiata un’epidemia seria scatenata da un ceppo della famiglia Moscow. Gli specialisti hanno così dedotto che l’influenza di questo inverno sarà più aggressiva rispetto alla precedente. Il campanello d’allarme è stato suonato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che sorveglia lo sviluppo e la diffusione dei virus influenzali attraverso una rete globale di centri sanitari. I virus influenzali hanno una caratteristica: cambiano struttura molto rapidamente, rendendo superati i vaccini utilizzati per il ceppo precedente. Oltre alla variante del ceppo Moscow (la sigla esatta è: A/ Moscow/ 10/ 99 ovvero H3N2) vi sono altri due ceppi che arrivano dall’Oriente: una variante del New Caledonia (A/New Caledonia/ 20/99 ovvero H1N1) e dell’Hong Kong (B/ Hong Kong/ 330/ 2001). L’ultima stagione influenzale nell’emisfero nord è trascorsa senza grandi picchi di attività virale: l’Oms l’ha classificata di intensità da lieve a moderata con una presenza variabile delle famiglie di virus influenzali A e B. In Italia, nella prima settimana di febbraio, se ne sono registrati poco più di otto casi per ogni mille visite eseguite dai medici di famiglia. I bambini e i ragazzi fino a 14 anni sono stati la fascia di età più colpita mentre la prevalenza del virus B ha continuato ad aumentare, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, facendo registrare anche alcuni microrganismi affini al ceppo B/Hong Kong/330/2001. Le analisi di laboratorio eseguite dall’Oms prendono in esame innanzitutto gli antigeni, cioè quelle caratteristiche strutturali del virus – di solito proteine – in grado di scatenare una risposta da parte degli anticorpi dell’organismo. Più un virus si distingue da quelli già noti, meno facilmente viene riconosciuto e neutralizzato dal sistema immunitario: aumenta quindi la sua capacità di diffondersi nella popolazione, anche se ciò non significa necessariamente un maggior rischio per la salute. Ebbene, i virus individuati non hanno mostrato caratteristiche così diverse da poterli classificare come nuovi. Inoltre, la loro struttura è simile a quella dei ceppi citati: per questo, l’Oms raccomanda che il nuovo vaccino antinfluenzale contenga tutti e tre i virus. La struttura del virus influenzale si trasforma spesso in modo da creare un nuovo virus o, più precisamente, un nuovo sottotipo; talvolta - raramente per fortuna - i nuovi microrganismi hanno caratteristiche che li rendono particolarmente aggressivi. In questi casi l’infezione si propaga con rapidità impressionante causando quella che gli esperti chiamano ”pandemia”, cioè un’epidemia globale. PASSA DA SOLA, BASTA RIPOSARE Nonostante i fastidi (naso otturato, febbre, mal di gola, sensazione di debolezza, nausea e altri disturbi gastrointestinali), l’influenza guarisce spontaneamente in una o due settimane senza causare complicazioni. In buona sostanza, non occorrono abbuffate di medicinali. L’importante è seguire cinque semplici regole: 1) Stare a riposo e bere molta acqua. Prima di assumere farmaci, è sempre meglio consultare un medico. 2) Non è necessario prendere farmaci antipiretici se la temperatura non supera i 38 gradi: la febbre è uno dei sistemi di difesa che l’organismo mette in atto per combattere le infezioni. 3) Per il mal di gola si può preparare una bevanda calda con acqua, miele e succo di limone, prima di ricorrere a qualche antinfiammatorio come il paracetamolo o l’acido acetilsalicilico. Quest’ultimo è da evitare al di sotto dei quattordici anni perché può causare complicazioni gravi. 4) Per il raffreddore e il naso chiuso sono utili le inalazioni di vapore con qualche goccia di essenza di menta o di eucalipto, sostanze con attività decongestionante sulle mucose nasali; se non bastano, si può assumere un farmaco a base di pseudoefedrina o fenilefrina. 5) Non usare antibiotici: questi farmaci sono attivi contro i batteri e non contro i virus, unici responsabili dell’influenza. Gli antibiotici possono servire solo in caso di complicazioni come la polmonite. Oltre che con le cure, l’influenza si combatte anche con la prevenzione. Il vaccino antinfluenzale, da eseguirsi tra ottobre-novembre, rimane la migliore difesa per chi appartiene alle categorie a rischio, che possono facilmente essere colpite dalle complicanze della malattia, per esempio una polmonite. Si tratta di persone con le difese immunitarie ridotte: anziani oltre i 65 anni; persone con malattie croniche di tipo respiratorio, cardiaco, renale; diabetici. Il vaccino è consigliato a persone con immunità ridotta a causa di malattie (Aids), o di trattamenti medici, (chemioterapia o cortisonici); ai bambini con malattie croniche o conviventi con persone a rischio. COME NASCE IL VACCINO Ma come si prepara un vaccino antinfluenzale? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Pregliasco, responsabile del Laboratorio Influenza dell’Istituto di Virologia dell’Università di Milano, che fa parte della rete di sorveglianza italiana. «Per preparare il vaccino antinfluenzale» spiega «bisogna stabilire contro quali ceppi dovrà essere attivo. Questa decisione è compito dell’Oms e, per l’emisfero nord, viene presa a marzo. Poi le aziende cominciano ad allevare i ceppi in embrioni di pollo e li rendono innocui mediante diversi sistemi, il più usato dei quali è il calore. Le fasi successive sono l’eliminazione dei residui dei componenti dell’uovo, che potrebbero scatenare reazioni allergiche, e l’aggiunta di sostanze che aumentano l’efficacia del vaccino». Proprio nel campo dei vaccini si registrano interessanti novità. « in fase di sviluppo» conferma Pregliasco «un vaccino ottenuto per ricombinazione genetica, grazie alla quale è stato creato un virus cold-adapted, cioè abituato a vivere a temperature più basse di quelle abitualmente tollerate. Di conseguenza, muore poco tempo dopo essere stato iniettato nell’uomo a causa della temperatura troppo elevata. Inoltre, si sta lavorando per ottenere un vaccino in grado di essere assorbito dalle mucose: potrebbe essere somministrato per via nasale». Cosma Capobianco