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 2004  gennaio 28 Mercoledì calendario

Nel nord-est dell’Orange Free State, in Sudafrica, un gruppo di paleontologi ha portato alla luce un complesso di tane sotterranee, composte da tunnel ramificati, che furono realizzate ben 240 milioni di anni fa, nel Triassico inferiore, da rettili antenati dei mammiferi

Nel nord-est dell’Orange Free State, in Sudafrica, un gruppo di paleontologi ha portato alla luce un complesso di tane sotterranee, composte da tunnel ramificati, che furono realizzate ben 240 milioni di anni fa, nel Triassico inferiore, da rettili antenati dei mammiferi. Le tane si sono fossilizzate come calchi naturali: non sono state trovate le cavità, bensì dei cordoni di roccia, risultanti dall’indurimento di una colata di fango che riempì lentamente le tane. In un sito vicino, fossilizzati nelle camere terminali di alcuni tunnel di simile fattura, sono stati trovati 20 scheletri di Trirachodon, piccoli rettili del gruppo dei sinapsidi, poco più grandi di un criceto. Qui, come indica il riempimento uniforme delle cavità da parte di un fine sedimento fangoso, gli animali sono stati sorpresi da una inondazione improvvisa e non hanno fatto in tempo a uscire dalle tane, come invece deve essere accaduto nel primo sito. Dagli studi condotti sui sedimenti, pare infatti che i Trirachodon avessero scavato il sistema di cunicoli lungo gli argini di un fiume. Gli ingressi delle tane sono ovali, con una larghezza di 15 centimetri e una altezza di 6, e continuano con cunicoli leggermente inclinati verso il basso, che poi si ramificano e talvolta cambiano direzione ad angolo retto. Alcuni tunnel sono così ben conservati da mostrare ancora le tracce del passaggio degli animali: come appare da un confronto con le tane oggi scavate dai mammiferi roditori, i pavimenti bilobati, cioè percorsi da due lievi canali paralleli incisi verso i fianchi delle gallerie, indicano che nei tunnel passavano contemporaneamente e frequentemente più animali, in direzioni opposte. In parole più semplici si tratta di corsie di marcia, proprio come quelle delle nostre strade. Alcune camere terminali sono certamente interpretabili come latrine, in quanto contengono ancora resti fecali, altre erano abitate da nuclei famigliari (gli scheletri ritrovati appartengono a individui di diverse età); altre ancora, più grandi, erano forse utilizzate come magazzini di cibo (i Trirachodon erano rettili vegetariani). La scoperta di queste tane fossili costituisce la più antica testimonianza di coabitazione tra i vertebrati terrestri. 250 milioni di anni fa, i sinapsidi avevano dunque sviluppato comportamenti complessi che consentivano loro di vivere una vita comunitaria, prima ritenuta una prerogativa dei mammiferi. Evidentemente scavare tane per vivere in colonie era una strategia che favoriva la regolazione termica del corpo, la protezione dai predatori, la riproduzione, la cura e la protezione dei piccoli. Il Sudafrica è noto ai paleontologi come una delle regioni più ricche di fossili di sinapsidi. Questi erano molto diversi dagli altri rettili e non avevano legami di parentela né con le tartarughe (anapsidi) né con le lucertole, i serpenti, i coccodrilli o i dinosauri (diapsidi). Pare infatti che i sinapsidi si siano originati direttamente da un gruppo di rettili primitivi che derivarono dagli anfibi, poco dopo che questi conquistarono le terre emerse. I sinapsidi, da cui si sono evoluti tutti i mammiferi, ebbero la loro massima diffusione verso la fine dell’Era Paleozoica, poco prima della comparsa dei dinosauri.