Massimo Parrini, Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
G li escrementi fossili di dinosauro, chiamati coproliti, sono preziosissimi: analizzandoli (insieme ai denti), gli studiosi possono ricostruire la dieta degli animali preistorici
G li escrementi fossili di dinosauro, chiamati coproliti, sono preziosissimi: analizzandoli (insieme ai denti), gli studiosi possono ricostruire la dieta degli animali preistorici. I reperti più piccoli si trovano abbastanza a buon mercato, ma è molto difficile essere certi di quel che si è comprato. Per essere sicuri di trovarsi di fronte a un coprolite di dinosauro, servono reperti più grandi, rari perché le feci, come è facile immaginare, tendono a spezzarsi durante il processo di fossilizzazione. Nel 1997 il museo Ripley’s Believe it or Not! acquistò all’asta per mille e novecento dollari il più grande del mondo, che misurava un metro e sessanta centimetri. Edward Meyer, il vicedirettore, assicurò che non aveva odore. Esemplari possono essere acquistati anche sui siti d’aste via Internet, prezzi tra i 25 e i 60 dollari. Per chi invece fosse interessato alle feci non ancora fossilizzate, quelle d’elefante sono tra le più redditizie: Pierce Ledbetter, di Memphis, dopo aver letto su un giornale di Singapore che è tra i migliori fertilizzanti, ha preso a raccoglierlo dagli zoo pubblici per rivenderlo a dieci dollari il chilo: in poco tempo ha raggiunto un fatturato di un milione di dollari l’anno.