Marxiano Melotti, Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
Alcuni miti greci aprono la strada a una diversa interpretazione del Diluvio universale. Zeus, sconvolto dall’empietà di Licaone, che aveva avuto il coraggio di imbandirgli della carne umana, lo trasforma in un lupo e scatena un Diluvio universale
Alcuni miti greci aprono la strada a una diversa interpretazione del Diluvio universale. Zeus, sconvolto dall’empietà di Licaone, che aveva avuto il coraggio di imbandirgli della carne umana, lo trasforma in un lupo e scatena un Diluvio universale. In Arcadia si celebravano riti iniziatici ispirati a questo mito: i giovani simulavano una sorta di banchetto cannibalico e quindi si tuffavano in un lago da cui riemergevano con le sembianze di lupi, metafora della nuova fase della loro esistenza. Il Diluvio viene ritualizzato con un tuffo. Ciò che conta è il contatto purificatore con le acque: l’uomo, immerso nel Diluvio, rinasce ”altro”. Acque e lupi tornano in un altro mito: una parte dell’umanità si salva dal Diluvio seguendo dei lupi sul monte Parnaso, unico monte che non viene inghiottito dalle acque. Qui fondano la mitica città dei lupi. Rinascita simbolica di un’umanità più pura (che segue l’esempio di un animale cacciatore ma sociale come il lupo) e rito di passaggio collettivo si uniscono insomma in un grandioso mito di civilizzazione.