Marxiano Melotti, Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
«Guardai attorno. Regnava il silenzio. Caddi in ginocchio, immobile, e piansi». Le terre di tutto il pianeta sono invase dalle acque
«Guardai attorno. Regnava il silenzio. Caddi in ginocchio, immobile, e piansi». Le terre di tutto il pianeta sono invase dalle acque. Dio ha voluto distruggere l’umanità. Si è salvato un uomo che con queste parole ricorda quel terribile spettacolo. No, non è Noè, l’eroe della Bibbia, riuscito a sfuggire con la sua arca al Diluvio universale. Uta-napishti, protagonista di uno dei più drammatici episodi dell’epopea mesopotamica di Gilgamesh. Un racconto simile compare in un altro poema mesopotamico del XVII secolo a.C. e quindi ben più antico della Bibbia: il dio Enlil prepara un Diluvio per eliminare l’umanità; il dio Enki, allora, invia un sogno premonitore ad Atrahasis, uomo saggio e pio, invitandolo a costruire una nave su cui dar rifugio alla propria famiglia e accogliere la servitù (mai scardinare gli equilibri sociali!) e provviste di ogni tipo, tra cui oro e argento (perché impoverirsi quando si può restare ricchi?). Dopo sette giorni e sette notti di navigazione nel Diluvio, la nave si arena su un monte. Atrahasis non sa se vi siano altre terre emerse: libera una colomba e poi una rondine. Gli uccelli purtroppo fanno ritorno: non hanno trovato nulla. Lascia passare del tempo e libera un corvo, che invece non torna: le acque si sono ormai ritirate. Anche nel racconto biblico l’attesa del ritiro delle acque è descritta in forma analoga: Noè libera prima un corvo che fa subito ritorno e poi una colomba che rientra con un ramoscello d’olivo. Infine libera ancora la colomba, che però non torna. Altro contesto culturale, ma stessa storia: Grecia delle origini. Zeus vuole distruggere gli uomini e invia un Diluvio. Prometeo consiglia al figlio Deucalione di costruire un’arca, caricarvi delle provviste e imbarcarsi con la sposa Pirra. Le terre vengono inghiottite e per nove giorni e nove notti Deucalione è trascinato sulle acque, finché approda sul Parnaso, la montagna sacra su cui un giorno sorgerà Delfi e il santuario di Apollo. Come Noè, anche Deucalione dà origine a una nuova umanità: dalle pietre raccolte e poi gettate per terra dall’eroe nascono gli uomini; da quelle gettate dalla moglie hanno origine le donne. Un Diluvio universale è ricordato anche dalle antiche saghe indiane: il dio Visnu avrebbe ripescato la Terra inghiottita dalla acque e consigliato al saggio Manu di costruire un battello dove immagazzinare i semi di tutte le cose create. C’è un’origine comune a tutti questi racconti, o sono solo coincidenze casuali? Secondo una teoria piuttosto recente ci sarebbe una spiegazione scientifica. Questi miti custodirebbero il ricordo di un evento realmente accaduto. e atlantide fu sommersa Attorno all’8500 a.C., con la fine dell’ultima grande glaciazione e quindi col parziale scioglimento dei ghiacci, il livello dei mari si sarebbe innalzato, addirittura di un centinaio di metri. Attorno al 5500 a.C. le acque del Mediterraneo avrebbero cominciato a ricadere in quelle del vicino Mar Nero, che allora era un lago. Questa cascata dovette durare almeno un secolo: gran parte delle pianure dell’Asia centrale venne abbandonata man mano che le acque avanzavano. Secondo altri scienziati il fenomeno fu più graduale: a partire dal 16000 a.C. i movimenti della faglia che divide la Turchia dall’Europa avrebbero causato un travaso tra le acque del Mediterraneo e del Mar Nero. Ritrovamenti di tracce di un villaggio e di un palazzo nei fondali del Mar di Marmara e nel Mar Nero sembrerebbero confermare l’ipotesi di un’area abitata e poi inghiottita dalle acque. Forse lo stesso mito di Atlantide nasconde il ricordo di questa drammatica fase storica. Insomma, i villaggi agricoli dovettero essere abbandonati e le popolazioni nomadiche si spostarono verso altre zone. Migrazioni che, secondo alcuni, avrebbero dato impulso a nuove forme di civilizzazione, forse riconducibili agli Indoeuropei. Non è escluso che la stessa diffusione dell’agricoltura nel mondo europeo sia legata a questi movimenti. Dietro il mito del Diluvio universale presente nelle diverse civiltà, potrebbero esserci anche fenomeni climatici disastrosi: così i racconti di Visnu potrebbero per esempio far pensare alle inondazioni della pianura indiana dovute ai monsoni. Il mito, quindi, servirebbe a spiegare e normalizzare eventi apparentemente distruttivi: il mondo sembra dover sparire, ma alla fine rinasce sempre. Marxiano Melotti