Luigi Offeddu, ཿCorriere della Sera, 20 settembre 2002, 20 settembre 2002
«Un milione di parole in un anno, da leggere a scuola, a casa, o magari in palestra, fra un salto e l’altro
«Un milione di parole in un anno, da leggere a scuola, a casa, o magari in palestra, fra un salto e l’altro. Basteranno, come medicina d’urto, per liberare un bambino dalle intossicazioni di certe melasse televisive; per arricchire il suo vocabolario, aprire la sua mente, imbottirla di fantasia e curiosità, vaccinarla contro i balbettii metallici dei videogames o il mare anonimo di Internet. Questo, almeno, sperano maestri e presidi delle scuole pubbliche di Denver, capitale dello stato del Colorado: il programma che hanno appena lanciato si chiama appunto ”Un milione di parole”, ed è ancora in fase sperimentale (...). Il milione di parole è già stato affidato (...) a migliaia di bambini, in maggioranza fra gli 8 e i 10 anni (...). Romanzi e racconti di viaggi, biografie e racconti comici, libri di storia o raccolte di poesie: tutto va bene, è stato deciso, purché (...) ci sia l’approvazione dell’insegnante. (...) Vi sono scuole elementari di Denver dove da luglio ad oggi sono state già ”assegnate” e lette oltre otto milioni di parole. E si citano bambini entusiasti che hanno divorato anche un libro al giorno. «Per noi - spiega al telefono Frank Gonzales, direttore didattico della scuola elementare Castro di Denver - è stata una scoperta straordinaria. Ogni giorno abbiamo sei ore di lezione, e di queste ne dedichiamo tre alla lettura indipendente, come la chiamiamo noi. (...) Lo scopo della lettura è soprattutto accademico: cioè arricchire il vocabolario, fortificare le radici della lingua. (...) Istruzione, e cultura, significano qualcosa in più di quello che senti sullo schermo, della televisione e spesso anche del computer”». (Luigi Offeddu, ”Corriere della Sera”, 20 settembre 2002)