Antonio Armano, Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
Sisto V (1585-1590) traccia lungimiranti linee dello sviluppo territoriale che resteranno valide per il futuro
Sisto V (1585-1590) traccia lungimiranti linee dello sviluppo territoriale che resteranno valide per il futuro. L’obiettivo ufficiale è facilitare gli spostamenti dei pellegrini tra le ”sette chiese”. Ma solo S. Croce, S. Giovanni e S. Maria Maggiore sono collegate dalle arterie sistine (S. Pietro, S. Paolo, S. Lorenzo e S. Sebastiano restano fuori). La costruzione dell’acquedotto Felice, al Quirinale, testimonia la volontà di valorizzare la parte nordorientale. L’edilizia è affidata a Domenico Fontana. Restauro delle mura aureliane e fortificazione di Castel Sant’Angelo. Tra i progetti non realizzati, la destinazione del Colosseo a filanda per la seta. Sotto il pontificato di Clemente VIII, nel 1600 Giordano Bruno è arso al rogo in Campo de’ Fiori. Paolo V (1605-1621) lancia un programma per saldare la città rinascimentale con le aree collinari orientali e completare Trastevere, Suburra e Esquilino. La triade di papi Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII rappresenta l’apogeo del barocco che copre con ristrutturazioni gli stili precedenti. Bernini e Borromini, i massimi esecutori, nel 1633 litigano per denaro durante la realizzazione di villa Barberini. Il centro si sposta da Campo de’ Fiori a piazza Navona a piazza di Spagna. Bernini, tra il 1656 e il 1667, realizza l’opera più imponente, la piazza e il colonnato di San Pietro che si apre simbolicamente come un abbraccio ai fedeli. Crescita demografica costante, 134.000 abitanti nel 1721, 180.000 nel 1798. Nel Tridente barocco, via del Babuino, Ripetta e Corso, e nell’Esquilino, i palazzi vengono rialzati. La cintura di nuove ville nobiliari (Ludovisi, Medici), entro le mura aureliane, è il confine dell’espansione. Aprono i primi teatri, Argentina e Valle, allora in legno, il caffè Greco e del Veneziano. Nel 1857 Pio IX abolisce il Ghetto.