Antonio Armano, Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
Per la leggenda, la fondazione avviene il 21 aprile del 753 a.C., sul Palatino, nel quadrato delimitato dal solco di Romolo
Per la leggenda, la fondazione avviene il 21 aprile del 753 a.C., sul Palatino, nel quadrato delimitato dal solco di Romolo. Più prosaicamente si tratta d’un patto federativo tra popolazioni. La città che ne scaturisce è chiamata Septimontium. Comprende 7 monti (da non confondere coi 7 colli): Palatium (parte più alta del Palatino), Germalus (seconda vetta del Palatino), Velia (appendice del Palatino verso il Viminale), Cispius (secondo dosso del Quirinale), Oppius, Fagutal (versante meridionale dell’Esquilino), Coelius (Suburra compresa). I re etruschi, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, tra il 616 e il 510 a.C. realizzano le opere più importanti: Cloaca Massima, vera fogna ancora in funzione, tempio di Giove sul Campidoglio, primi edifici in pietra nel Foro (regia, comizio e curia), una fortificazione muraria. Cacciato il Superbo inizia la repubblica (510 a.C.). Nel 455 a. C. l’Aventino è inserito nel perimetro urbano. Nel 396 a.C., sconfitta Vejo, si apre l’espansione verso nord, fermata dal saccheggio dei Galli sei anni dopo. C’è chi pensa di abbandonare la città. Ma si ricostruisce, senza rispettare il precedente tracciato delle vie. Secondo stime tratte da due censimenti del 393 e 319 a.C., gli abitanti passano da 400.000 a 600.000. Completate le mura erette da Tarquinio il Superbo (dette serviane perché erroneamente attribuite a Servio Tullio) nel 353 a.C.: 11 km in blocchi di tufo, 20/21 porte, racchiudono 385 ettari. Le guerre sannitiche avviano il dominio sull’Italia e la costruzione di opere pubbliche: nel 312 a.C. il primo acquedotto (Acqua Appia), il sistema stradale maggiore (Appia, Flaminia, Salaria...) e a breve raggio (Nomentana per collegare con Mentana, Tiburtina con Tivoli e così via). Due nuovi quartieri, Campidoglio e Campo Marzio.