Antonio Armano, Macchina del Tempo, novembre 2002 (n.11), 28 gennaio 2004
Roma si trova al centro d’un grande anfiteatro naturale che in età terziaria (da 65 milioni a 2 milioni di anni fa) era il bordo d’un golfo marino
Roma si trova al centro d’un grande anfiteatro naturale che in età terziaria (da 65 milioni a 2 milioni di anni fa) era il bordo d’un golfo marino. Lungo 180 km, l’anfiteatro era formato dai sistemi geologici dei monti Corniculani, Tiburtini, Prenestini, Sabini, Simbruini e della Tolfa. Nel Quaternario antico e medio (a partire da 2 milioni di anni fa) il fondale si solleva, emergono i colli e si formano vulcani (che oggi sono i laghi di Bracciano, Albano, Nemi, Bolsena e Vico). Sui teneri depositi eruttivi, il Tevere incide il suo corso. Un processo geologico cui si deve l’inesauribile ricchezza dei materiali da costruzione di Roma: oltre al legname dei boschi, argille blu del fondo marino per le terrecotte, calcari per le pietre da taglio, argille gialle e le sabbie per i mattoni, preziosi materiali vulcanici (basalti, tufi, peperini e pozzolane) e travertini. All’ultima fase del Quaternario, circa 200.000 anni fa, risalgono i più antichi reperti: le amigdale, ciottoli lavorati a mano a forma di mandorla. Più recenti i resti umani, crani di Neandertal rinvenuti anche a ponte Nomentano. Necropoli nel Foro e sul Palatino testimoniano la coesistenza nell’area romana di popolazioni stabili dal IX secolo a.C. I latini occupavano il Palatino, gli albani il Celio, i sabini Quirinale e Viminale, gli etruschi Vaticano e Gianicolo (dove, secondo Plinio il vecchio, esisteva una città chiamata Antipolis, mentre Roma si chiamava in origine Saturnia). L’integrazione è lenta e cruenta, in particolare con gli Etruschi. Punto di convergenza il grande mercato dell’isola tiberina. Il fondo valle era paludoso, i colli incisi da fiumicelli come l’Amnis Petrovia, che scorreva verso il Tevere passando per l’attuale via del Tritone (anzi, scorre: in occasione di scavi per il caveau di una banca, sono state trovate anguille cieche).