s.l. ཿLa Stampa 28/1/2004, 28 gennaio 2004
Ipotesi di spiegazione (di Stefano Lepri) sul perché Antonio Fazio, governatore di Bankitalia, abbia detto martedì in Parlamento che se i risparmiatori Parmalat fossero un milione, avrebbero perso ”quattro soldi a testa”
Ipotesi di spiegazione (di Stefano Lepri) sul perché Antonio Fazio, governatore di Bankitalia, abbia detto martedì in Parlamento che se i risparmiatori Parmalat fossero un milione, avrebbero perso ”quattro soldi a testa”. Anzitutto c’è stato un equivoco sulle cifre: nella sua audizione, il governatore ha comunicato che, secondo il suo istituto, le famiglie coinvolte nel crack Cirio e Parmalat sono 115 mila in tutto. Giampiero Cantoni, ex banchiere socialista e ora senatore di Forza Italia, lo ha contraddetto: sono un milione. In realtà Cantoni, a differenza di Fazio, comprendeva nella cifra anche i risparmiatori coinvolti dalla crisi argentina (oltre 400 mila, secondo calcoli non definitivi). Il governatore, allora, considerando solo i soldi persi in Parmalat e Cirio, e il milione dichiarato da Cantoni, ha calcolato una perdita di duemila euro a testa. Cifra che lui considera ”quattro soldi” non tanto perché è il banchiere centrale meglio pagato d’Europa, quanto perché ragiona in termini economici e non politici. All’origine di tutta la vicenda ci sarebbe infatti un problema di linguaggi diversi, l’uno incline al tecnicismo, l’altro alla demagogia: il politico sente che ”se pure i danneggiati da Parmalat e Cirio sono pochi, molti altri sono solidali con loro” perché già scottati dalla Borsa o delusi dai Bot. L’economista, invece, ”sicuro delle cifre, non capta le emozioni, che saranno pure ingiustificate ma tra la gente circolano”.