Roberto Levi, "il Giornale" 28/1/2004, pagina 30., 28 gennaio 2004
A Terezin, una sessantina di chilometri da Praga, sorgeva un campo di concentramento considerato «di transito»: raccoglieva ebrei influenti, intellettuali e artisti destinati ad Auschwitz, la cui improvvisa scomparsa avrebbe insospettito l’opinione pubblica internazionale
A Terezin, una sessantina di chilometri da Praga, sorgeva un campo di concentramento considerato «di transito»: raccoglieva ebrei influenti, intellettuali e artisti destinati ad Auschwitz, la cui improvvisa scomparsa avrebbe insospettito l’opinione pubblica internazionale. Ignari del proprio destino, i deportati di Terezin organizzavano attività culturali d’ogni tipo: concerti, cabaret, mostre di pittura, concerti. Il 23 giugno 1944 arrivò lì una delegazione della Croce Rossa per indagare sui campi. In quell’occasione i nazisti costruirono dei giardini, un ospedale, un caffè concerto, una biblioteca, una banca, e ripulirono strade e facciate. I controllori si convinsero dei metodi umani dei nazisti.