28 gennaio 2004
Tags : Kalle. Palander
Palander Kalle
• Nato a Tornio (Finlandia) il 2 maggio 1977. Sciatore. "Non c’è nulla di freddo in questo finlandese. Anzi, sembra proprio latino. Come suo padre Jouni, tarchiato e nerissimo di capelli (non tinti, assicura), che a gennaio prende le ferie nella fabbrica di Tornio, dove è impiegato, per seguire questo figlio che balla fra i pali. Già, è stato lui a vedere in Kalle un potenziale campione dello sci, tanto da caricarlo per anni in auto all’uscita da scuola per portarlo a Ounasvaara, 120 km a nord di Tornio, nei pressi di Rovaniemi, per farlo sciare. E quando un giorno Kalle sbuffò dicendogli che, dopo 240km di strade ghiacciate, tornava a casa troppo stanco per fare i compiti, gli disse: ”Studia Kalle, ti servirà nella vita, ma la tua vera vita sarà lo sci”. Sci alpino, stranissimo in un Paese col culto del fondo e del salto dal trampolino. Ma papà Jouni era sicuro che quella era la strada giusta. ”Giocavo a tennis e a calcio – racconta Kalle – ma soffrivo la competizione, nello sci esprimevo meglio me stesso”. La vera crescita tecnica di Palander si è concretizzata con l’arrivo alla guida della squadra finlandese di Christian Leitner, un allenatore austriaco con un caratteraccio, ma che dicono perfetto per le piccole squadre. I primi punti in coppa del Mondo, Kalle li raggranellò nel ’96. Pareva dovesse essere vicino all’esplosione, ma una tragedia lo sconvolse. Una tragedia di cui Kalle non vuole parlare. Pare che la sorella maggiore sia morta a fine inverno ’97, annegata in un fiume in cui cadde spinta da una ventata mentre con la mountain bike attraversava un ponticello. Il mondo si accorse di Palander nel ’99, quando a sorpresa vinse l’oro mondiale dello slalom a Vail. ”Doveva essere l’inizio di una serie vincente – racconta – invece mi ostinai a continuare con gli sci lunghi e mi trovai fuorigioco. Ho impiegato due anni a capire come funzionavano quelli corti e il feeling è nato di colpo alla vigilia di Kitzbuehel. Quella è la terra di Leitner, il mio allenatore, e cercai di fargli un regalo, il più bello”. [...] un protagonista sempre atteso, amato dalla gente, ma non sempre con lui tutti sono teneri. [...] Ha una figlia segreta di 4 anni. [...] I bene informati sussurrano che sia stato il frutto della celebrazione del titolo mondiale di Vail. Poco dopo la rassegna iridata, Palander andò in Svezia, a Kiruna, per i mondiali militari. Lì incontrò una soldatessa norvegese con cui visse una notte d’amore. Una storia che a lungo Palander ha tenuto nascosta al padre, ma che fu costretto a confessare quando l’amore di una notte si fece viva chiedendo un sacco di soldi" (Pierangelo Molinaro, ”La Gazzetta dello Sport” 27/1/2004).