Giusy Cinardi, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Pascalina. Nel 1642 il matematico francese Blaise Pascal costruì per suo padre, esattore delle tasse, una macchina capace di aiutarlo a fare i conti
Pascalina. Nel 1642 il matematico francese Blaise Pascal costruì per suo padre, esattore delle tasse, una macchina capace di aiutarlo a fare i conti. La Pascalina (o Arithmatique), ancora oggi considerata il primo computer della storia, era formata da una serie di ruote dentate da girare a mano: poteva svolgere calcoli che arrivavano alla cifra 999.999.999. Babbage. Charles Babbage, matematico inglese, nel 1833 costruì la Analytical Engine (Macchina analitica), prototipo di elaboratore automatico, e progettò la Difference Engine (Macchina differenziale), utilizzata per meccanizzare il calcolo e la stampa delle tavole nautiche e astronomiche. Ada. La prima programmatrice della storia fu August Ada Byron, figlia del poeta Lord Byron, nata nel 1815. Nel 1843 Ada tradusse l’articolo che Luigi Menabrea aveva scritto sul nuovo progetto di Babbage, sul motore analitico, presentato a Torino due anni prima. Quando Babbage lesse il lavoro di Ada, le consigliò di aggiungere le sue considerazioni: Ada scrisse come il motore poteva calcolare i numeri di Bernoulli. Questo piano è ora considerato il primo programma da computer. In suo onore il linguaggio di programmazione standard, utilizzato dal ministero della Difesa degli USA, è stato chiamato ADA. Schede perforate. Hollerith Herman, esperto di statistica americano, alla fine del 1800 costruì una macchina elettro-meccanica capace di codificare dati mediante schede perforate. Tale marchingegno fu utilizzato con successo per raccogliere ed elaborare i dati anagrafici del censimento della popolazione statunitense nel 1890 e poi, visto il successo, in numerosi altri Paesi (Austria, Norvegia, Egitto, Russia). Hollerith fondò una società per la commercializzazione della sua invenzione che, dopo varie fusioni, diede origine all’IBM. 38 gradi. Quando i programmatori della Microsoft lavoravano al sistema operativo per l’IBM, tutti i manuali e documenti dovevano essere conservati in casseforti e archivi: l’IBM spedì lucchetti speciali e tecnici appositi che sapessero montarli. Le pareti a vetri del locale riservato a quell’attività furono schermate e rese impenetrabili agli sguardi. Lo stanzone misurava poco più di 3 metri per 18, non aveva finestre né ventilazione: la temperatura, per il calore dei calcolatori, d’estate superava i 38°. Garage. La Apple, una delle più grandi ditte produttrici di computer, fu fondata da Steve Jobs e Stephen Wozniak nell’aprile 1976, quando i due decisero di mettersi al lavoro nel garage della casa dei genitori di Jobs a Cupertino (California). Per finanziare la costruzione delle prime 50 schede per il computer Apple I, Jobs vendette il suo pulmino Volkswagen e Wozniak la sua calcolatrice programmabile. Nel 1977 venne registrata la Apple Computer, che nel 1983 entrò nella classifica ”Fortune 500”, le più grandi società Usa. Algebra booleana. Le operazioni di calcolo dei computer sono regolate da norme di tipo logico applicate a un sistema di numerazione binario, che costituiscono l’algebra booleana. Formulata dal matematico inglese George Boole nel 1854, questo tipo di algebra è caratterizzata dall’utilizzo di due soli valori (1 o 0) e da tutte le possibile relazioni logiche esistenti tra essi. Boole, figlio di un povero calzolaio, fin da piccolo dimostrò una grande predisposizione per la matematica. Quando aprì una scuola tutta sua (a 16 anni era già assistente del suo maestro), per sopperire alla mancanza di testi adeguati, scrisse egli stesso un libro (The mathematical analysis of logic) ancora oggi alla base dell’algebra moderna. Soffitte. Nel 1936 Howard H. Aiken, studente di Harvard, alle prese con calcoli complicatissimi per i suoi studi sulle cariche elettriche, decise di tirar fuori dalla soffitta dell’università un prototipo della Macchina differenziale di Babbage. Si appassionò talmente che dedicò anni a pefezionarla, finché nel 1943, dopo 7 anni di lavoro e 200mila dollari di spesa, riuscì a far produrre dalla International Business Machines (IBM) il Mark I, primo calcolatore digitale di grandi dimensioni della storia: 15 metri di lunghezza, 2 di altezza, 5 tonnellate di peso, capace di sommare 2 numeri di 23 cifre in 6 secondi. Falene. Quando l’America entrò in guerra il governo decise di usare anche il Mark I per preparare strategie militari. Tra i programmatori c’era Grace Murray Hopper, che partecipò anche alla realizzazione del Mark II. Con questo computer si ebbe il primo vero grande problema informatico. La notte del 9 settembre 1945 un circuito s’inceppò. Dopo aver cercato un bel po’, i tecnici riuscirono a trovare la causa: una falena incastrata nei meccanismi. L’animaletto venne tolto con le pinze e la Hopper pensò bene di tenerla. Anzi, la incollò sul registro, con la nota: «1545. Relay #70 pannello F tarma nel relay. primo caso attuale di baco (bug) ad essere scoperto». Nasce così il termine bug. La Hopper raccontò poi in un’intervista che da quel giorno «ogni volta che un pc ha qualcosa che non va diciamo che ha un bug». Sporca dozzina. Il primo personal computer fu creato nell’estate del 1981 da dodici ingegneri IBM: l’evento fu epocale, anche se la «sporca dozzina» (così ribattezzata) non se ne rese conto. Tutto era cominciato nell’agosto dell’anno prima, quando i vertici dell’IBM incaricarono il direttore dei laboratori, William Lowe, di creare un prodotto nuovo «che sbaragliasse la concorrenza». Gli fu dato un anno di tempo: lui riunì i dodici migliori cervelli della società e li rinchiuse nei laboratori di Boca Raton, in Florida. Il progetto, tenuto segreto, chiamato in codice Project Chess (le iniziali del pc), terminò il 12 agosto 1981, a New York, quando l’IBM annunciò di aver creato il personal computer: una macchina a 16-bit, con un processore Intel 8088 e un disco rigido della sorprendente capacità di 10 Megabytes. Gates e Allen. Il primo pc prese a funzionare con un sistema operativo di nome MS-DOS, fornito da due ragazzi di Seattle, Bill Gates e Paul Allen. In un primo tempo l’IBM aveva scelto come fornitrice la Digital Research, ben più celebre della appena nata Microsoft. Ma quando i manager IBM andarono a firmare il contratto, il presidente della Digital era fuori per un volo sul suo aereo da turismo e i collaboratori cominciarono a tirar fuori severe condizioni per la cessione dei diritti. L’IBM li scaricò e si rivolse a Gates, che qualche mese prima aveva cominciato a vendere software. Così cominciò la scalata dell’uomo più ricco del mondo. Gates. Bill Gates era solito spiare i dipendenti dalla finestra del suo ufficio per vedere chi seguiva i sentieri segnati nel campus e chi invece, innovando, tentava percorsi più brevi. qwertyuiop. La prima e-mail fu inviata con successo nel 1971 dall’ingegnere americano Ray Tomlinson che spedì a se stesso un messaggio: «Non ricordo cosa c’era scritto, mi sembra si trattasse di una sequenza di lettere battute in fila sulla tastiera, tipo ”qwertyuiop”, ma avrebbe potuto essere qualsiasi altra cosa, incluso l’incipit del discorso di Gettysburgh pronunciato da Lincoln. L’unica cosa di cui sono certo è che era tutta in lettere maiuscole». Quando inviò la sua seconda mail, Tomlinson decise di utilizzare un simbolo per separare il nome dell’utente dal nome del server, il calcolatore che riceve il messaggio. Scelse la chiocciola a significare «presso». @. Il simbolo della chiocciola, presente oggi in tutti gli indirizzi e-mail, compare per la prima volta in alcuni scritti commerciali e in alcune lettere mercantili italiane del ’500. Il simbolo era utilizzato dai mercanti veneziani e fiorentini come abbreviazione commerciale dell’anfora, unità di peso e capacità di origini antichissime. Negli anni il significato cambiò finché nei caratteri tipografici dell’Ottocento assunse il significato di At price of (Al prezzo di). Giusy Cinardi