Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Se andremo su Venere Cara redazione, potrà il Pianeta Venere in futuro essere visitato dall’uomo o soltanto le macchine potranno solcarne la superficie? Salireste per me sulla vostra macchina del tempo per svelarmi cosa si vedrà arrivando su questo pianeta? Giuseppina Piantoni Il pianeta Venere fin dagli albori della civiltà ha suscitato la fantasia dell’uomo
Se andremo su Venere Cara redazione, potrà il Pianeta Venere in futuro essere visitato dall’uomo o soltanto le macchine potranno solcarne la superficie? Salireste per me sulla vostra macchina del tempo per svelarmi cosa si vedrà arrivando su questo pianeta? Giuseppina Piantoni Il pianeta Venere fin dagli albori della civiltà ha suscitato la fantasia dell’uomo. Per i Babilonesi era Ishtar, la signora dei cieli, per i Cinesi era ”la bianca e la bella”, per i Romani e per i Greci la dea dell’amore. l’astro più brillante delle notti terrestri. Visibile solo alla sera o al mattino, nell’antichità era chiamato Vespero, quando appariva al tramonto, oppure Lucifero al suo manifestarsi poco prima dell’alba. il pianeta più vicino e più simile in massa e dimensioni alla Terra. Se non fosse per le sue condizioni inospitali, sarebbe quindi il più abbordabile in termini di distanza. Già a partire dagli anni Settanta, sonde sovietiche e statunitensi sono riuscite più volte a toccarne il suolo, attraversando le dense nubi e sopportando una pressione atmosferica 90 volte più alta di quella terrestre: simile a quella che si avrebbe a 900 metri di profondità nelle viscere del nostro pianeta. Cos’hanno rivelato queste missioni? Man mano che si scende verso la superficie, il calore e la pressione aumentano rapidamente superando i 460 °C a quota zero: tale da fondere il piombo. Queste temperature sono determinate dalla vicinanza al Sole (solo Mercurio è più vicino), e da un intenso effetto serra che ha causato la progressiva evaporazione degli oceani e in generale dell’acqua allo stato liquido, liberando enormi quantità di anidride carbonica, il costituente principale dell’atmosfera. Un denso strato di nubi giallastre, composto in gran parte da acido solforico, ruota intorno al pianeta. Venti impetuosi soffiano negli strati più alti, raggiungendo velocità dell’ordine dei 360 km/h. Malgrado questi, nei pressi della superficie la situazione è generalmente calma. S’intuisce quindi che, se mai l’Uomo dovesse pensare di mettere piede sul suolo venusiano, si dovrebbe attrezzare con mezzi tecnologici molto potenti. Basta pensare che le prime sonde inviate su Venere non riuscirono a raggiungere la superficie, schiacciate dalla pressione atmosferica e dalle dense nubi. Il primo sorvolo di Venere venne effettuato dalla sonda Mariner 2, lanciata dagli Stati Uniti nel 1962, seguita dal Mariner 5 nel 1967 e dal Mariner 10 nel 1974. A partire dagli anni Sessanta furono inviate verso il pianeta anche le numerose sonde sovietiche del tipo Venera. Informazioni dettagliate vennero fornite anche dalle due navicelle statunitensi Pioneer Venus dotate di speciali radar e sofisticati strumenti di misura. La sonda Magellano, lanciata nel 1989, iniziò l’anno successivo a trasmettere immagini radar del pianeta, elaborate al computer per fornire una spettacolare rappresentazione tridimensionale della superficie. I dati ottenuti hanno mostrato che la superficie del pianeta è sostanzialmente piatta, con due grandi altipiani denominati terre di Ishtar e di Afrodite. Il radar a bordo della sonda Magellano ha confermato la presenza di immensi vulcani attivi, che rovesciano ampie colate di lava, e molti crateri. Il più grande ha un diametro di circa 160 km, mentre quello più piccolo non supera i 5 km. A quanto pare la densa atmosfera protegge Venere dalla caduta di asteroidi di dimensioni ridotte. Sembra inoltre che, almeno in passato, il Pianeta sia stato vittima di terremoti violenti, le cui tracce includono solchi, canyon, una depressione che si estende per 1.400 km, e un immenso cono vulcanico.