Vito Tartamella, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Non chiamatelo «omino del faro». Angelo De Caro (foto), 47 anni, è il guardiano della Lanterna di Genova, il secondo faro più antico del mondo in attività (dopo La Coruña in Spagna): il suo primo impiego come faro risale al 1326
Non chiamatelo «omino del faro». Angelo De Caro (foto), 47 anni, è il guardiano della Lanterna di Genova, il secondo faro più antico del mondo in attività (dopo La Coruña in Spagna): il suo primo impiego come faro risale al 1326. Con i suoi 76 metri d’altezza ed una luce visibile a 60 km, è il simbolo del capoluogo ligure. Quando De Caro cominciò, 22 anni fa, il farista era un lavoro duro. Era a Capo Rossello (Agrigento): sveglia all’alba per spegnere il faro e coprirlo con una tendina; pulizia dell’ottica e controllo della caratteristica, cioè della sequenza di lampi e buio. E poi i lunghi inverni chiuso nel faro, mentre il vento «sembrava urlare». La sua vocazione è nata dopo una carriera di marinaio in giro per il mondo: «Sentivo l’esigenza di stabilirmi in un posto, per farmi una famiglia». Ora la tecnologia ha automatizzato tutto. Ma l’imprevisto è sempre in agguato: «Spesso i fulmini colpiscono la Lanterna facendo saltare la corrente. Allora devo salire in cima per attivare il gruppo elettrogeno, salendo a piedi 365 scalini». Il faro più isolato di tutti? «Al delta del Po: il faro di Punta Maestra, su un’isoletta. Il paese più vicino è a 15 km. D’inverno, nella nebbia, c’è un silenzio da frate benedettino». V. Tar.