Isabella Bordogna, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
L’inquadratura stabilisce ciò che deve essere compreso o escluso nella scena di un film e ha nomi diversi in rapporto al maggiore o minore spazio che include: dettaglio (un dito); primissimo piano (una mano); primo piano (il volto dal collo in su); piano medio (dalla vita in su); piano americano (dalle ginocchia in su); figura intera (l’intera persona); campo lungo (persone in un ambiente); campo lunghissimo (l’ambiente prevale sulle persone)
L’inquadratura stabilisce ciò che deve essere compreso o escluso nella scena di un film e ha nomi diversi in rapporto al maggiore o minore spazio che include: dettaglio (un dito); primissimo piano (una mano); primo piano (il volto dal collo in su); piano medio (dalla vita in su); piano americano (dalle ginocchia in su); figura intera (l’intera persona); campo lungo (persone in un ambiente); campo lunghissimo (l’ambiente prevale sulle persone). L’immagine filmica ricompone i movimenti concatenando una serie di fotogrammi fissi. La resa del movimento nel cinema, però, può essere data anche da moti di macchina nella ripresa, effettuati con il supporto di strutture molto diverse: dai carrelli su rotaie alle gru. Esistono inoltre la camera a mano - applicata al corpo dell’operatore, con gli sbalzi tipici dell’andatura umana - e la steadycam, una macchina da presa a mano che consente di assorbire le oscillazioni prodotte dagli spostamenti grazie a un sistema idraulico. Ecco i movimenti eseguibili con la cinepresa: • carrellata: la cinepresa è montata su un carrello dotato di binari e può effettuare movimenti rettilinei; • panoramica: movimento attraverso la rotazione della macchina sul proprio asse; • spostamento con il dolly, una gru che permette di realizzare più movimenti; • carrellata aerea: la macchina da presa è montata su un aeroplano; • camera-car: macchina da presa montata su un’auto per spostamenti più rapidi.