Alessandra Soresina, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Come fanno i gatti a orientarsi nel buio? E i leopardi a cacciare di notte con precisione? Tutto merito delle vibrisse, recettori tattili tipici dei felini e di altri mammiferi
Come fanno i gatti a orientarsi nel buio? E i leopardi a cacciare di notte con precisione? Tutto merito delle vibrisse, recettori tattili tipici dei felini e di altri mammiferi. Si tratta di baffi lunghi e molto sensibili che servono a esplorare l’ambiente. La loro base, il follicolo pilifero, è innervata, il che spiega la sensibilità alle vibrazioni o all’estirpazione, ed è anche provvista di fibre muscolari per muoverle. Le vibrisse costituiscono un aiuto prezioso per orientarsi di notte: sono molto sviluppate negli animali notturni e in quelli che vivono sotto terra. Sono presenti sul labbro superiore, sulle guance, sulle arcate sopraciliari e persino sulla parte posteriore del polso. Per esempio, il coniglio ha vibrisse poste sul muso e lungo tutto il corpo che gli servono per percepire la distanza da un oggetto o le dimensioni di un cunicolo. Nella lontra le vibrisse sono sul muso e le permettono di cacciare in acque torbide prede che altrimenti non vedrebbe. Anche la nutria, un roditore di palude simile a un ratto gigante, ha dei lunghi baffi argentati molto sviluppati, essenziali per la sopravvivenza.