Roberto Rinaldi, Macchina del Tempo, settembre 2002 (n.9), 27 gennaio 2004
Non immaginereste mai quante cose accadono sotto la superficie placida e calma del mare, mentre trascorrete un dopocena affacciati dal belvedere di via Tragara a Capri, o passeggiate la sera per le viuzze alte sul mare che dominano la rada di Ponza
Non immaginereste mai quante cose accadono sotto la superficie placida e calma del mare, mentre trascorrete un dopocena affacciati dal belvedere di via Tragara a Capri, o passeggiate la sera per le viuzze alte sul mare che dominano la rada di Ponza. Il mare di notte si trasforma e il Mediterraneo blu che avevate ammirato per tutto il giorno attraverso il vetro di una maschera non è più lo stesso. Diventa tutto nero e, dopo il tramonto, offre un nuovo e affascinante spettacolo. Quello che accade in mare è molto diverso da quanto avviene sulla terraferma. Qui infatti, a parte alcuni animali dalle abitudini notturne, quasi tutte le creature raggiungono il loro rifugio e attendono le prime luci dell’alba. In acqua invece c’è più varietà. Nell’ambiente marino molte creature sono attive solo di giorno e al calar della sera si rifugiano in un anfratto o tra i rami di una gorgonia. C’è poi chi non fa differenza tra la notte e il giorno e non cambia abitudini al variare della luce. Ma sono davvero tanti i crostacei e i pesci che con la luce del sole se ne stanno immobili o rinchiusi nella propria tana e, quando arriva il buio, si svegliano ed escono per cominciare a vivere. FOTOFOBI E SCIAFILI La scienza chiama fotofobi gli animali che vivono completamente al buio, e sciafili quelli che si limitano a preferire l’ombra. Queste creature notturne trascorrono gran parte della loro esistenza su fondali più profondi rispetto a quelli frequentati dai sub, che scendono al massimo a 40-50 metri in profondità; gli animali dell’abisso risalgono a quote più modeste solo di notte. Preferiscono la notte, per esempio, i rossi Parapandalus narval, gamberi bellissimi dalle lunghe antenne bianche, che passano tutto il giorno nelle grotte ed escono quando ormai è buio. TRIGLIE ROSATE e frenetiche Il deserto che avevate ammirato attraverso la maschera durante le lunghe nuotate diurne adesso brulica di vita. I fotofobi che hanno trovato rifugio sotto il sedimento si svegliano e così lo scenario diventa davvero movimentato. Grandi triglie rosate rovistano il fondale con un incessante e frenetico movimento dei loro baffi, una miriade di minuscole sogliole fuggono via ovunque, urtandosi mentre nuotano veloci radenti il fondale. Decine di paguri zampettano sulla sabbia e spaventati si ritirano nella grande conchiglia che trasportano sul dorso, per poi affacciarsi all’uscio dopo pochi secondi. Nel nostro mondo quasi tutto quello che copre il suolo, le rocce e le terre emerse appartiene al mondo vegetale. Nel regno di Nettuno, al contrario, le foreste stesse sono costituite da animali. I coralli, le gorgonie, le attinie, le spugne e i briozoi appartengono al regno animale, non a quello vegetale. E proprio queste creature marine, all’apparenza del tutto simili alle piante, generano i cambiamenti maggiori. TAPPETI DI CORALLI Una parete di roccia, grigiastra alla luce del sole, dopo il tramonto si trasforma in un tappeto di coralli arancioni. Il fenomeno è davvero affascinante: i coralli che durante il giorno sono rinchiusi nella loro teca calcarea, di notte aprono e offrono alla corrente la loro corolla di tentacoli dotati di cellule urticanti. Ogni creatura che vi verrà in contatto resterà paralizzata, e sarà sospinta verso il centro della corolla per essere inghiottita dalla bocca affamata di questa creatura marina. Il buio regala un ottimo nascondiglio ai cacciatori fotofobi che ne approfittano per utilizzare le loro strategie d’attacco. La grande rana pescatrice, Lophius piscatorius, si immobilizza sopra la superficie della sabbia, facendo affiorare solo il primo raggio della pinna dorsale, che si trasforma in una sorta di canna da pesca. La pinna viene utilizzata come un sensore che, agitato continuamente, consente all’astuta creatura marina di captare tutti gli stimoli esterni. All’apparenza la pinna si presenta come un piccolo straccio che gli altri pesci scambiano per una facile preda. Quando l’incauto predatore si avvicina, la rana pescatrice spalanca di colpo la bocca e la vittima viene inghiottita in un sol boccone. Una vera e propria esca in cui cadono soprattutto i piccoli pesci che affamati si lasciano ingannare facilmente dal trucco della rana pescatrice. SAN PIETRO DEGLI SCOGLI Il bellissimo pesce San Pietro, Zeus faber, è il vero signore della notte nel Mediterraneo. Risale al tramonto dalle profondità del mare per vagare tra gli scogli, arrestarsi sulle praterie di alghe o nel bel mezzo delle foreste di gorgonie. Ma lo Zeus è soprattutto uno dei più terribili e instancabili predatori, capace di ingoiare le sue vittime in pochi secondi. Approfitta del suo profilo sottile per presentarsi di muso e rimanere immobile tra le alghe o le gorgonie, risultando così completamente invisibile. In questo modo può colpire all’improvviso, avvicinandosi da dietro e muovendosi grazie a impercettibili vibrazioni delle trasparenti e sottilissime pinne. Giunto a tiro basta uno scatto fulmineo e la preda è ingoiata in un attimo. Estende la sua bocca, quasi si trattasse di un tubo telescopico, e la allunga per una buona metà del proprio corpo in modo da mangiare interamente la sua preda. Una strategia analoga a quella descritta per la rana pescatrice e il pesce San Pietro viene usata da un’altra creatura notturna: lo scorfano, Scorpaena scrofa. Questo è un vero e proprio artista nell’arte del mimetismo. Se ne sta fermo tra le rocce, prendendone perfettamente l’aspetto, inganna così la preda che viene risucchiata nella sua enorme bocca. A volte riesce a cibarsi anche di pesci grandi quasi quanto lui. Durante le notti nel Mediterraneo, nel fondo marino, avvengono attacchi, difese e strategie. Ma non mancano neanche le scene d’amore: a pochi metri di profondità, di fronte a una spiaggia di giorno frequentatissima, una fimbria, grande lumaca di mare, approfittando della tranquillità notturna, può deporre un festone di uova rosate. Le uova si schiuderanno a nostra insaputa, quando di solito dormiamo. Roberto Rinaldi